A Viterbo l'acqua è potabile. Grotte, Fastello e Roccalvecce devono però aspettare
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Arsenico, il sindaco lunedì revocherà l'ordinanza. Rimangono fuori alcune località. Grotte, Fastello, Rocalvecce e altre.

Il problema arsenico è risolto quasi per tutti. Rimangono in attesa Grotte Santo Stefano, Roccalvecce, sant’Angelo, Fastello e la strada Teverina alimentate dall’acquedotto Pratoleva che ha ancora valori lievemente fuori norma. Ad annunciarlo è lo stesso comune di Viterbo con una nota ufficiale. Escluse le realtà sopracitate, il resto della città potrà tornare ad un utilizzo normale dell’acqua. Il sindaco Leonardo Michelini poi lunedì ufficialmente revocherà l’ordinanza di non potabilità.

“Il sindaco del Comune di Viterbo può revocare l’ordinanza di non potabilità relativa alle seguenti zone di approvvigionamento idrico: Viterbo Centro – serbatoi Monte Jugo, Grotticella, 480. Dopo il trattamento di dearsenificazione/defluorizzazione, i parametri arsenico e fluoruri sono conformi al valore di parametro previsto dal decreto legislativo 31/01”. Questo in breve quanto riportato sulla nota ufficiale della Asl inviata al sindaco di Viterbo dopo aver effettuato le analisi su campioni di acqua destinata al consumo umano.

“Per Grotte Santo Stefano, Roccalvecce, sant’Angelo, Fastello e la strada Teverina – si legge nella nota del comune di Viterbo – si sta comunque lavorando per riportare i valori nella norma nel giro di qualche giorno. Tutte le altre zone del Comune di Viterbo rispettano i limiti previsti”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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