A Viterbo la sanità del futuro: parte il primo progetto territoriale italiano di Medicina di Precisione
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A Viterbo parte il primo progetto italiano di Medicina di Precisione su scala territoriale: dati clinici, genetica e intelligenza artificiale per terapie personalizzate. La sanità del futuro comincia dalla Tuscia.

VITERBO – Una sanità che non cura tutti allo stesso modo, ma cura meglio ognuno. È questa la promessa della Medicina di Precisione, il nuovo modello presentato oggi nell’aula magna dell’Università della Tuscia dalla Asl di Viterbo, alla presenza del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e di numerosi esperti del settore.

Si tratta del primo progetto in Italia ad applicare la medicina di precisione su un’intera provincia. Il cuore dell’iniziativa? Tecnologie digitali, intelligenza artificiale e studio del profilo genetico individuale per personalizzare diagnosi e terapie. A guidare il progetto, il direttore generale della Asl, Egisto Bianconi, che ha spiegato come la piattaforma analizzerà i dati clinici, metabolici e genomici dei pazienti per supportare i medici nelle scelte terapeutiche più efficaci.

Il progetto, sviluppato con il Centro regionale di riferimento per la Medicina di Precisione diretto dal prof. Maurizio Simmaco, coinvolgerà progressivamente medici di medicina generale, ospedali, ambulatori e le nuove Case della Comunità.

“Non è più il futuro, è il presente”, ha detto Rocca. “La medicina di precisione è un cambio di paradigma che mette davvero al centro la persona, con cure più efficaci e meno effetti collaterali. E parte dalla Tuscia, non solo da Roma. Una rivoluzione concreta per tutto il Lazio”.

Una rivoluzione silenziosa, ma decisiva: non solo medicina più intelligente, ma anche più umana.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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