È stato depositato il primo Testamento biologico a Viterbo
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Tempo un giorno ed è arrivata la prima iscrizione al Testamento biologico. Mercoledì 3 maggio presso gli uffici dell’anagrafe è stata fatta la prima dichiarazione, dopo che si erano aperte il giorno precedente.

Tempo un giorno ed è arrivata la prima iscrizione al Testamento biologico di Viterbo. Mercoledì 3 maggio presso gli uffici dell’anagrafe è stata fatta la prima dichiarazione, dopo che si erano aperte il giorno precedente. Si tratta di una “dichiarazione anticipata di trattamento, fornita in situazione di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell’eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte (consenso informato) per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, malattie che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una sia pur minima vita di relazione”.

L’atto non dovrebbe in realtà essere depositato in Comune. Depositario finale della dichiarazione dovrebbe essere un notaio e\o una persona di fiducia. La creazione del registro del Testamento biologico era stata una proposta fatta dalla consigliera del Pd Melissa Mongiardo e portata avanti dall’assessore Sonia Perà.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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