A Vignanello si scaldano i motori di DiVino Music Festival
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VIGNANELLO - Vino, sapori della tradizione, convivialità, musica, allegria, storia, cultura: sono questi gli ingredienti di DiVino Music Festival organizzato dalla Proloco Vignanello in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e Circolo Arci Vignanello.

VIGNANELLO – È partito il conto alla rovescia per l’avvio dell’edizione 2023 di DiVino Music Festival in programma per venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 luglio 2023.

Vino, sapori della tradizione, convivialità, musica, allegria, storia, cultura: sono questi gli ingredienti di DiVino Music Festival organizzato dalla Proloco Vignanello in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e Circolo Arci Vignanello.

Sethe Vulcanica è la novità di questa edizione: una dedica a Sethlans, una delle divinità “fulguratrici” etrusche, corrispondente all’Efesto dei Greci ed al Vulcano dei Romani.

Un percorso dedicato al vino che toccherà gli angoli più suggestivi del centro storico portando a Vignanello 24 cantine e circa 50 vini provenienti dai principali territori vulcanici italiani.

Ogni serata sarà caratterizzata da un genere o un gruppo musicale, a cui verranno abbinate le degustazioni.

A costruire la trama delle serate, sullo stesso filo conduttore, due autentici pionieri nel loro settore: Italo Leali di Tuscia Jazz Festival, a cui è stata affidata la direzione artistica degli spettacoli musicali, e Carlo Zucchetti, per le etichette in degustazione.

“Invitiamo tutti gli appassionati del buon vino, del buon cibo e della musica di qualità, a unirsi a noi per celebrare l’eccellenza culinaria e vivere un’esperienza indimenticabile” afferma il Presidente della Proloco Vignanello, Marcello Lagrimanti.

In attesa del programma, l’appuntamento da ricordare è nella suggestiva Piazza della Repubblica di Vignanello per DiVino Music Festival 2023.

Per informazioni è possibile inviare un messaggio al numero 329.7771809 oppure sulle pagine social dedicate all’evento, Facebook e Instagram @divinovignanello.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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