

VITERBO – Un grande Museo della Ceramica sta per nascere nel capoluogo della Tuscia. A realizzarlo sarà Fondazione Carivit che, proprio in questi giorni, ha incassato dal Comune di Viterbo l’autorizzazione al trasferimento del museo già esistente a Palazzo Brugiotti su via Cavour presso il Centro di Valle Faul.
Fondazione Carivit è proprietaria del Museo di via Cavour e dell’immobile di Porta Faul ma ha “in pancia” tutta una serie di beni in ceramica in comodato d’uso da Palazzo dei Priori. Da qui la necessità dell’accordo del Comune.
Lo spostamento lascia presagire la nascita di un Grande Museo della Ceramica. La struttura dell’ex mattatoio di Faul si presta sicuramente meglio a spazio espositivo, è facilmente raggiungibile e rappresenta uno spazio espositivo migliore sotto tutti i punti di vista. Questa è l’occasione per un’importante struttura narrativa e costruzione di un’accattivante comunicazione del museo che ha tanto da raccontare ai viterbesi e ai turisti.
Il capoluogo della Tuscia ha perso la memoria della sua importanza nella storia della ceramica. Proprio questo andrebbe recuperato. Pochi forse sanno che Viterbo nel 1240 circa ottenne il privilegio imperiale, rilasciato dallo stupor mundi Federico II, di tenere una delle grandi sette fiere di ceramica concesse nei territori sottoposti al suo dominio. E proprio in quegli anni nasce, per contaminazione tra le maestranze locali e quelle arabe arrivate con l’imperatore, la viterbesissima Zaffera. Il colore blu che la caratterizza arriva proprio dal mondo islamico.
Tra la produzione in loco e le fiere imperiali Viterbo divenne un centro di grande presenza di ceramiche. Una storia di livello internazionale, tutta da raccontare. E questa volta l’occasione c’è davvero.



















