A Valentano va in scena uno spettacolo in memoria di Domenico Modugno
Domenico Modugno
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Domenica 14 gennaio alle 17,30 il teatro Il mascherone di Valentano ospita uno spettacolo di raffinata melodia e dolcissima ironia dedicato all’ineguagliabile Domenico Modugno.

Domenica 14 gennaio alle 17,30 il teatro Il Mascherone di Valentano ospita uno spettacolo di raffinata melodia e dolcissima ironia dedicato all’ineguagliabile Domenico Modugno.

In scena Gianni Pontillo, anche autore dello spettacolo, insieme a Deborah Caroscioli e Davide Bellisario per una commedia che cavalcando le più belle canzoni di Modugno tesse un’amabile storia d’amore.

Cosa succede se un attore famoso, ma burbero e schietto, viene incaricato di realizzare uno spettacolo su Domenico Modugno e sull’amore da lui sempre cantato? L’attore entra in crisi, non si sente in grado di trasmettere dal palcoscenico i sentimenti presenti nella musica di Modugno.

Accanto all’attore c’è una ragazza, sua collaboratrice da anni, con la quale tenta in tutti i modi di trovare una chiave di lettura dello spettacolo che non sia l’amore. Ma la ragazza è segretamente innamorata dell’attore nonostante lui la ignori. E così, nel primo atto, insieme provano a costruire uno spettacolo cercando di non parlare d’amore.

Ma il risultato è vano: per parlare di Modugno bisogna necessariamente parlare d’amore. Poi accade un episodio che cambia, e risolve, le sorti dello spettacolo che dovranno mettere in scena. Qualcosa che si rivela un colpo di scena, e che stordisce il protagonista come un macigno sulla testa.

Ed ecco che il miracolo avviene: lo spettacolo nasce, con tutta la carica di passione e di amore tipica del migliore Domenico Modugno.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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