
Cassonetti dati alle fiamme e un cavallo che pascola lì, a un metro. Plastica sparsa per i campi,fino ad arrivare a incastrarsi tra i rami degli alberi e rifiuti accatastati. Poi c’è un televisore, testimoni oculari ci dicono essere lì da 10 giorni. Ogni mattina un camion di Viterbo Ambiente ci passa vicino, lo sfiora. Non pensa neanche di raccoglierlo, forse non è suo dovere. Forse pensare che possa segnalarlo a qualche collega addetto a queste mansioni è chiedere troppo.
Welcome in strada Signorino, via di raccordo tra la città di Viterbo e la sua campagna. Luogo suggestivo, caratterizzato da quella che viene definita una “tagliata etrusca”. In pratica due costoni di roccia tufacea all’interno dei quali corre la strada. Per gli antichi popoli che abitarono secoli fa questi luoghi quella che oggi noi chiamiamo strada Signorino era una via sacra. Ora c’è tanta immondizia che svolazza e la magia del posto è di fatto profanata da una modernità cafona. Anche da un servizio raccolta rifiuti che proprio impeccabile non sembra essere. I sacchetti dei rifiuti vengono rotti dagli animali e tutta la plastica va in giro nei campi. Così anziché differenziare ci troviamo a disperdere nell’ambiente immondizia non biodegradabile. Al cartello che intima il divieto di scarico e minaccia multe ai trasgressori è appeso un controcartello: “Quando finirà questo spettacolo?”.
“Si può fare di più”, parafrasando il celebre brano Morandi-Tozzi-Ruggeri. Intanto se qualcuno avesse bisogno di un televisore sa dove trovarlo.


















