

‘A Tuscia Birra’ è la cosa più bella che i figli di Montefiascone sono riusciti a fare nell’ultimo decennio. Il nome scelto potrebbe ingannare e far declassare tutto a un raduno di beoni. Niente di più sbagliato, provare per credere.
Ogni anno nel comune falisco si radunano circa 10mila persone, per un week end all’insegna di uno dei sapori più antichi del mondo ma mai tramontato di moda.Il centro storico assume un aspetto molto in queste sere.
Tanti ragazzi, ma anche persone di tutte le età: la kermesse riesce a mettere d’accordo pubblici diversi grazie a una ricetta semplice e genuina che vuole dar risalto allo straordinario potenziale di un territorio troppo spesso trascurato. Dietro i passati successi c’è la dedizione e la passione di un gruppo di giovani tra i venti e i trent’anni, il gruppo dell’associazione culturale Libera Voce, che dal nulla ha messo in piedi una realtà che negli anni si è solidificata ma che quest’anno, con il sopraggiungere della quinta edizione, ha dimostrato di aver raggiunto la maturità.
L’idea vincente alla base, che permette ad ‘A Tuscia Birra’ di stagliarsi dalla concorrenza è la scelta di indirizzarsi verso le produzioni artigianali ricercate, alcune provenienti da tutta Italia, altre fresche realtà del territorio viterbese: tutte possono disporre di una preziosa vetrina per farsi conoscere ed apprezzare da una platea eterogenea. Il centro storico trova finalmente una sua valorizzazione: un percorso enogastronomico ricco lo esalta guidando il pubblico in un viaggio tra mura testimoni di secoli di storia e prodotti di qualità.
Il tragitto viene ravvivato da mercati artigianali di prodotti creati dagli stessi espositori e da concerti dal vivo di gruppi musicali emergenti, mentre il dialogo tra passato e presente viene alimentato da uno spazio dedicato a banchi e mestieri medievali curato dal gruppo Stupor Mundi in collaborazione con Gli amici del Colle.
Ospite speciale di questa quinta edizione è stato Tommaso Zanello, alias Piotta, rapper romano che trovò il grande successo con alcune hit alla fine degli anni 90, che, accanto al consolidato consenso commerciale, ha intrapreso un incessante percorso di crescita artistica, senza temere di inventarsi e sperimentare. Le serate si sono sempre chiuse all’enoteca provinciale dove un dj set elettronico/rock/folk ha tenuto per mano il pubblico in lunghe notti anche stavolta all’insegna della birra buona.
Anche il pubblico è protagonista di questa coinvolgente festa attraverso concorsi le gli permettono di mettersi in gioco in prima persona. Instabeer premia la miglior fotografia inviata relativa alla manifestazione, dove ogni concorrente ha modo sprigionare la propria creatività visita avendo come tema centrale ovviamente la birra. Giudice d’eccezione è la Sala posa Scatto Matto, anche fotografo ufficiale e main sponsor della manifestazione.
‘Aspetto una birra’ permette invece a chiunque di proporre la propria birra artigianale autoprodotta, che viene valutata dagli esperti mastri birrai dei birrifici partecipanti ad ATB.
Un dettaglio: all’ombra della cupola di Santa Margherita per quattro noti vige una moneta particolare: la Birra Lira, in ricordo della non abbastanza compianta moneta nazionale. Il procedimento da fare per gustare le birre artigianali è semplice: si va a un ticket point e per due euro e mezzo si riceve una banconota con cui si può sorseggiare la bionda bevanda, visto “che un boccale di birra è un pasto da re”, recitava una commedia di William Shakespeare.

















