A tu per tu con Mazzola: "Sono un presidente, non sono un liquidatore"
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Mauro Mazzola sale sul soglio di Palazzo Gentili e mette subito le cose in chiaro: "Farò il presidente e non il liquidatore dell'ente". La parola d'ordine è fare, ma anche collaborazione con i consiglieri eletti.

Mazzola: “Sono un presidente, non sono un liquidatore”.

Habemus presidente. Il primo del post riforma Delrio per la Provincia di Viterbo. Mauro Mazzola, maremmano di Tarquinia, ha incassato circa il 70% del consenso dei grandi elettori chiamati al voto domenica 3 maggio. Ieri mattina, terminato lo spoglio delle schede per la presidenza i sorrisi, gli abbracci e le strette di mano degli uomini del suo partito, il Pd. Oggi inizia la salita, il lavoro quotidiano all’interno di un ente ridimensionato ma ancora importante. Almeno fino a quando rimarrà in piedi. Abbiamo intervistato Mazzola, a poche ore dalla vittoria.

Un risultato annunciato, che ne pensa?

“La vittoria era nei numeri, ma il 70% è un risultato che va oltre le aspettative. Abbiamo lavorato bene, la candidatura è stata condivisa e appoggiata. E’ un giorno importante per me, ma anche per il Partito Democratico. Ora devo pensare a fare, a darmi da fare”.

Che disegno ha in mente?

“Il disegno di una Provincia nuova, che sappia distinguersi in operosità e centralità rispetto al passato. Una Provincia che riesca a giocare al meglio il proprio ruolo sull’intero territorio viterbese. Intendo essere il presidente di tutti e coinvolgere i consiglieri nell’amministrazione”.

Le priorità?

“La sicurezza delle strade e delle scuole. Per quanto riguarda le strade c’è sul piatto, ancora calda, la questione dei tutor recentemente istallati. Voglio studiare a fondo la situazione, per individuare le scelte migliori nell’interesse dei cittadini. Anche le scuole saranno al centro del nostro lavoro, lì si costruisce il futuro del territorio. Intendo intervenire in maniera seria e forte anche sulla situazione dei precari dell’ente. E’ il momento del fare”.

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