
Dalle 17 a notte fonda in una piazza. Sembra una follia, ma non lo è. Come ogni anno a Bagnaia si rinnova la tradizione del Sacro Fuoco di sant’Antonio Abate organizzato dall’omonimo Comitato che riesce a portare nell’ex comune migliaia di persone da tutta la provincia (leggi la fauna del Focarone di Roberto Pomi, qui) e tenerle in pochi metri per ore e ore a mangiare, bere, ballare. Le celebrazioni di sant’Antonio Abate iniziano venerdì 16 gennaio alle 17 con la sfilata degli sbandieratori e con il corteo storico e termineranno con la benedizione degli animali nella mattina del 17 gennaio. In mezzo tanto calore, con il Fuoco, e musica con la Corazzata Kotiomkin (Reggae), Rifflessi (Rockabilly) e Vallanzaska (Ska).
Un evento che, celebrando sant’Antonio Abate, celebra a Bagnaia il protagonismo giovanile. Il Focarone, come viene chiamato da tutti, riunisce decine di ragazzi che per un anno lavorano alla realizzazione della manifestazione. “ Iniziamo a lavorarci a febbraio – spiegano Elisa Gemini e Simone Pompei del Comitato ospiti questa mattina di Funamboli on air su Radio Verde (qui il podcast) – cominciamo infatti a raccogliere la legna da subito, perché per realizzare un fuoco così serve molto tempo. Non sono fascine ma veri e propri ciocchi. Quest’anno abbiamo iniziato l’accatastamento il 5 gennaio, ora manca poco e siamo quasi pronti”. Una tradizione lunga, quella del Focarone, alle origini della quale è difficile risalire, ma che da sempre è molto sentita. “Sembra – aggiungono – che anche durante la guerra si riusciva in qualche modo a farlo”. La festa ora si è allargata e il fuoco è diventato sempre più grande per l’orgoglio di Bagnaia. “Questo – dicono – è un giorno in cui più degli altri tutti sono contenti di essere bagnaioli”.
Per arrivare a questo serve un duro lavoro, che viene autogestito, e in parte autofinanziato, da un Comitato che ha una struttura orizzontale che permette a tutti di partecipare e di dire la propria. A guidarlo c’è Elisa Gemini, ma il suo mandato scadrà il 17 gennaio nel pomeriggio al termine delle feste. “Terminerà quando un volontario prenderà lo stendardo” e diventerà così il nuovo presidente, ma solo per un anno. “Le generazioni più giovani dovranno prendere il nostro posto – spiegano Elisa e Simone – come da tradizione”.
In questi anni il Comitato ha cercato di aumentare il numero delle iniziative che ruotano intorno all’accensione del fuoco. Oltre alle celebrazioni religiose e alla benedizione degli animali “abbiamo cercato – dicono – di recuperare il corteo storico e di riscoprire i giochi popolari”. Per il terzo anno infatti a Bagnaia sono tornate a sfidarsi le contrade. Sono quattro (Villa, Castello, San Marco e Pian di Quercia) e si sfidano in giochi legati al fuoco e al legno. Quest’anno ad imporsi è stata la contrada della Villa.
L’appuntamento è per venerdì 16 a Bagnaia. Dalle 17 con il corteo, dalle 18.30 per il fuoco e dalle 22 per la musica dal vivo. Vino e cibo non mancheranno.
Ps.
Il titolo dell’articolo riprende un verso dell’inno del Focarone scritto e interpretato da Laura Belli e che potete riascoltare qui sotto.


















