
RIETI – Nella vicina Rieti iniziano a storcere la bocca quando si parla di Viterbo. Alcuni media locali parlano di una “colonizzazione” da parte di Viterbo, a danno del Reatino. Ad alzare la voce, con un’interrogazione, è stato il consigliere di PSI-Rieti in Salute Carlo Ubertini. Il politico ha presentato un’interrogazione dove chiede all’amministrazione comunale di Rieti lumi una maxi opera, con cui a Roma vorrebbero “salvare” il Viterbese dall’arsenico e dalle bollette dell’acqua fotoniche, volta a portare in Tuscia l’acqua reatina del Peschiera.
Ecco come Formatrieti.it commenta: “L’aiuto ai viterbesi sarebbe sostanzioso, sia in termini di qualità della materia prima (quella purissima ricevuta dal Peschiera diluirebbe in modo determinante l’acqua ora immessa nelle tubazioni della Tuscia), sia in termini economici. È stato infatti calcolato che la dismissione dei dearsenificatori comporterebbe un risparmio del 98% sulle potabilizzazioni, che oggi rappresentano una delle voci di spesa più rilevanti a carico degli utenti.
Questa vicenda conferma come Viterbo sia diventato un partner consolidato di Rieti, nei cui confronti va anzi assumendo da tempo il ruolo di primus inter pares, in virtù di una maggiore vivacità culturale e della forza delle sue strategie di politica territoriale. Qualcuno potrebbe parlare addirittura di una colonizzazione. Un’esagerazione, certo, ma ormai non si contano gli indizi di una posizione sempre più dominante.
Nonostante la Sapienza di Roma sia il referente principale del polo universitario reatino, la Tuscia costituisce ad esempio l’altra faccia del duopolio al quale sono appese le sorti dell’insediamento accademico a Rieti.
A seguito della riforma delle Camere di commercio, quella reatina è stata annessa a quella viterbese, che esprime il presidente e ha di fatto fagocitato la Camera reatina, visto che la sede sta a Viterbo e che per l’appunto non si è trattato di una fusione ma di un accorpamento.
Un percorso analogo è stato seguito nel 1998 con la soppressione dell’Archivio notarile reatino e il trasferimento a Viterbo delle relative attribuzioni. L’Ufficio di Sorveglianza competente per il Tribunale di Rieti si trova presso quello di Viterbo.
Un caso a parte riguarda infine il conferimento dei rifiuti raccolti a Rieti, che a caro prezzo viaggiano da Casapenta fino alla discarica di Viterbo. Per il trasporto dell’indifferenziata ogni anno Asm spende all’incirca quattro milioni di euro per le quasi 11mila tonnellate di rifiuti trattati (350 euro a tonnellata più i costi vivi e di manutenzione dei mezzi). Un bell’affare per i viterbesi, anche se essere la pattumiera del Lazio non è proprio il massimo, come ha di recente messo in evidenza lo stesso presidente della Regione Francesco Rocca”.
Tutto molto interessante.


















