A quaranta anni dall'elezione del viterbese Luigi Petroselli a sindaco di Roma oggi la pubblicazione su Youtube di un documentario d'eccezione
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ROMA - Il documentario di Andrea Rusich sul sindaco più amato di Roma, realizzato da un'idea di Paolo Masini, online da oggi. I materiali provengono dall'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico.

ROMA – In occasione del quarantennale dall’elezione di Luigi Petroselli a Sindaco di Roma, l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD), il regista Andrea Rusich, la famiglia Petroselli e l’ideatore del documentario Paolo Masini presentano il documentario sulla vita del sindaco più amato della città nella sua versione integrale e disponibile a tutti: Il Sindaco Petroselli di Andrea Rusich sarà infatti on line da oggi, 27 settembre, sul canale YouTube e sul sito ufficiale dell’AAAMOD.

“Vogliamo così mettere a disposizione dei romani, e non solo, il documentario sul sindaco più amato e rispettato – affermano Paolo Masini e Andrea Rusich – ricordando la sua storia, il suo attaccamento alla città, ai romani e al bene comune, ma soprattutto il suo esempio sempre più importante in un momento in cui la politica si allontana sempre più dalle persone. Petroselli ci ha lasciato in eredità una città nuova e orientata verso il futuro, sicuramente più umana e ricca di un rigenerato senso di comunità. Perché questo è il ritratto di Petroselli: un politico fra la gente semplice, un sindaco che ha aperto le porte della sua casa ai cittadini, un uomo che ha saputo unire invece di dividere”.

Il Sindaco Petroselli raccoglie racconti inediti e testimonianze, in un percorso emozionante ricostruito tramite immagini inedite e delicate interviste ai familiari, amici di una vita, collaboratori, colleghi e avversari politici tra i quali Gianni Borgna, Renato Nicolini, Vezio de Lucia, Walter Veltroni, Goffredo Bettini, Tonino Lo Vallo e tanti altri. I preziosi materiali di repertorio provengono dal patrimonio dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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