A propositi di Piccole Note e Asl
note
800 Monastero
A proposito di “Piccole Note” e di ASL, il nostro Lutor di ha inviato una lettera che abbiamo deciso di pubblicare.

A proposito di “Piccole Note” e di ASL, il nostro Lutor di ha inviato una lettera che abbiamo deciso di pubblicare.

di Lutor

Egregio Direttore,
ti rubo un piccolo spazio in quanto credo sia necessario far conoscere ciò che mi è accaduto dopo l’ultima
pubblicazione delle mie “Piccole Note”. Anche perché ci potrebbe essere qualche altro lettore che la pensa allo
stesso modo.

Un amico, tra l’altro ex collega alla ASL ed ancora in piena attività, leggendo quanto scrivevo circa l’infiltrazione di
acqua nei nuovi locali di ingresso dell’ospedale, ovvero “qualcosa di fatto male e controllato peggio, espressione di
pressapochismo bello e buono”, mi ha inviato il seguente WhatsApp che riassumo brevemente: “Il tetto non faceva
parte dei lavori di ristrutturazione, con il caldo di questa estate la copertura si è rovinata e ce ne siamo accorti
quando ha iniziato a piovere … Su quel progetto ci abbiamo lavorato giorno e notte per almeno due mesi….. Il tutto
per dare alla città un luogo decente dove poter accedere all’ospedale. E non solo per prendere un caffè, ma per
attendere al CUP senza stare uno sopra l’altro, con accessi preferenziali per disabili e pazienti oncologici. Un
posto nel quale le persone cieche possono muoversi grazie al percorso tattile, le mamme allattare nel baby pit-stop e
tante altre cose”.

Ha aggiunto, anche: “Mi dispiace che proprio tu ti sia accodato al carro del populismo”. Innanzi tutto, caro amico, hai lavorato al mio fianco per qualche anno e sai benissimo che nel mio modo di pensare c’è il presupposto che prevenire è meglio che curare e da qui il mio rimprovero circa il mancato controllo dei lavori; non sono gli impiegati amministrativi, gli infermieri o i medici o ancora le donne delle pulizie che citi per il gran lavoro fatto a prevenire, ma i tecnici e i direttori dei lavori devono servire a questo.

Per come la vedo io, anche la stessa ditta che aveva in appalto i lavori avrebbe dovuto verificare. In ogni ristrutturazione, la copertura è una delle cose da controllare, se non la prima. Era meglio lavorare cinque, sei giorni di più e fare un controllo accurato senza aspettare la pioggia. Ai ritardi su quanto andrebbe fatto, tra l’altro, ci siamo abituati in ogni campo e il rinvio dell’inaugurazione di una settimana non avrebbe meravigliato nessuno. O Zingaretti aveva altri impegni?

Del resto, nel mio dire, ho affermato che il nuovo ingresso, era “indubbiamente bello e che, oltretutto, fa soffrire
meno l’attesa, potendo gustare, nel frattempo, un buon caffè”. Hai ben sottolineato che non è stato fatto solo per
prendere il caffè, ma io non dovendo allattare e ringraziando Dio in possesso ancora della vista, mi sono limitato a
fare una battuta e tu sai bene quanti caffè prendo ogni giorno.

Comunque, mi sta bene la tua difesa d’ufficio, così come mi appare esagerato l’attacco politico fatto da Fratelli
d’Italia. Quello che ti rimprovero è l’accusa di “populismo”. Ma tu sai che significato ha questo termine? Il populismo non ha alcun significato negativo e corrisponde esattamente al contrario. Esso è universalmente riconosciuto come
atteggiamento culturale e politico che esalta il popolo sulla base di principi e programmi.

Il dizionario Treccani afferma che per “populismo si intende il movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia tra il XIX e il XX secolo, che si proponeva di raggiungere un miglioramento delle condizioni di vita delle classi diseredate, specialmente dei contadini e dei servi della gleba”. Attenendosi dunque al significato proprio e originario di questo termine, non esiste assolutamente niente di negativo o di criticabile, mentre quando chicchessia usa questa parola oggi, le conferisce un significato dispregiativo, confondendola di fatto con un’altra parola, che in realtà è
“demagogia“.

Certo, la politica che ha il privilegio di rovinare tutto, ha cambiato il significato del termine dando allo stesso un’accezione del tutto contraria, ma non è detto che perché i vari Berlusconi e compagnia bella, di qualsiasi
colore, non conoscono il vero significato delle parole, dobbiamo accettarne l’uso sbagliato. In proposito consentimi
di fare ancora della demagogia spicciola, anche questa è una delle “fotografie” che rappresenta noi italiani: non
apprezziamo più nulla di ciò che simboleggia la nostra nazione: arte, cultura, industria, genio, lingua, tradizioni, ci
siamo dimenticati chi siamo, da dove proveniamo, chi erano i nostri antenati; usiamo le parole a sproposito,
svendiamo le nostre industrie, lasciamo che i nostri geni se ne vadano a lavorare all’estero, mandiamo in rovina i
nostri monumenti.

Scusa la digressione, ma volevo completare il mio pensiero e la prossima volta che parlerò male della sanità
viterbese, accusami di demagogia, l’accetterò meglio.

Tuo Lutor

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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