

PESCE D’APRILE – Purtroppo la notizia della realizzazione del Parco Gulliver a Viterbo era solo un pesce d’aprile che noi de La Fune abbiamo voluto fare, come da tradizione, ai nostri lettori.
Ma è stata anche l’occasione per rimarcare uno dei talloni d’Achille della città di Viterbo, la bassissima attenzione da sempre verso i più piccoli e i bambini in generale. Con questo articolo abbiamo voluto in buona sostanza dare un’indicazione a chi amministra la città e abbiamo evidenziato come da un’idea come il Parco Gulliver, su cui da tradizione ci verrebbe detto “non ci sono i soldi”, è in realtà un progetto per portare soldi a Viterbo. Si tratta infatti, ne siamo convinti, di un investimento. Dedicarlo a Gulliver, capolavoro della letteratura internazionale, potrebbe aiutarci anche nella candidatura a Capitale Europea della Cultura. Dedicheremo all’idea di Parco Gulliver altri articoli e continueremo a sostenere questa visione.
VITERBO – I bambini di Viterbo avranno un parco vero. Si chiamerà Parco Gulliver, come il mitico protagonista dei viaggi raccontati dallo scrittore inglese Jonathan Swift. E proprio come Gulliver a Lilliput sarà gigantesco, tanto che i piccoli sembreranno proprio dei lillipuzziani.
La mega struttura, di cui già esiste un esempio di straordinario successo nella città spagnola di Valencia, denominato appunto Parco Gulliver, sarà collocata all’interno di Pratogiardino, determinando una trasformazione radicale del parco.
Il progetto, una joint venture tra Comune di Viterbo e privati pronti a investire sulla città e sulle attrazioni di divertimento, sarà completo entro i primi mesi del 2026. Appena in tempo per la prossima primavera-estate.
La gigantesca struttura di Gulliver è lunga sessanta metri ed è alta nove. Il gigante sdraiato a terra è pieno di rampe e scale per salire e scendere, veloci scivoli e divertenti corde per arrampicarsi. Si tratta del primo progetto che nella storia del Comune di Viterbo mette al centro i bambini della città e guarda al futuro. Parco Gulliver, con la sua eccezionalità, è destinato a diventare una importantissima attrazione per Viterbo, in grado di generare una comunicazione nazionale e internazionale che sarebbe impossibile pagare con le risorse comunali. Vista la vicinanza con Roma è altamente probabile che ogni fine settimana molte famiglie con bambini piccoli decidano di passare qualche ora nel capoluogo della Tuscia, con grande gioia dei ristoratori e delle attività del vicino centro storico.
Un progetto lungimirante, che proietta la città dei papi fuori dal provincialismo che l’ha sempre strangolata e mette in circolo aria nuova e nuovi modi di pensare capaci di generare economia e lavoro a differenza delle vecchie ricette del passato in grado di produrre risultati e stipendi sempre più modesti.



















