A pochi giorni dal Trasporto una mostra ricorda la piccola santa viterbese
facchini
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Undici acquarelli dai colori pastello per celebrare e ricordare la piccola santa viterbese che domenica sera svetterà, in tutto il suo splendore, in cima alla Macchina che l’ha resa celebre a Viterbo e non solo.

Undici acquarelli dai colori pastello per celebrare e ricordare la piccola santa viterbese che domenica sera svetterà, in tutto il suo splendore, in cima alla Macchina che l’ha resa celebre a Viterbo e non solo.

Questo è l’oggetto della mostra pittorica inaugurata sabato 26 agosto presso l’ex Chiesa degli Almadiani che resterà in città fino al 10 settembre. Uno degli appuntamenti importanti in un periodo molto denso di iniziative che ruotano intorno alla figura di Santa Rosa, patrocinato dal Comune di Viterbo e dal Sodalizio dei Facchini.

L’artista è Alessia Clementi, che ha scelto un luogo cardine per esporre le sue opere e per far rivivere attraverso la tecnica pittorica la vita della piccola santa così cara a questo territorio. ‘I Facchini incontrano Santa Rosa’ è il titolo dell’esposizione che ripercorre, attraverso la tecnica dell’acquerello, la fede, la fiducia e la devozione che i 100 uomini vestiti di bianco nutrono verso Rosa.

L’idea della mostra, come racconta la pittrice, nasce dopo aver visto una prova di portata della Macchina e aver deciso direttamente con i Facchini cosa doveva essere ritratto, i soggetti dei quadri infatti sono riconoscibili e i loro nomi sono sulla brochure della mostra. Alessia Clementi è nativa di Soriano nel Cimino e lì vive e nutre la sua passione per la pittura e per Viterbo con un affetto sincero e un trasporto che è ben caratterizzato nei suoi quadri. Nel viaggio all’interno delle sue opere, risultano ben evidenti molte tematiche che si rifanno alla classicità, ma anche soggetti attuali che richiamano il sociale e i temi forti della modernità.
Caratteristica fondamentale dei dipinti dedicati a Santa Rosa è l’efficace realismo che rivela una studio forte dei soggetti e una visione impressionista della realtà.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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