A pochi giorni dal Trasporto, la piccola Rosa viterbese rivive in un film
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Il film verrà proiettato presso il cinema Lux, venerdì 25 agosto alle ore 17 con ingresso gratuito dopo la prima a Palazzo Papale che ha riscosso un enorme successo di pubblico.

 

Per chi vive a Viterbo, non è inusuale camminare per le strade del centro e incontrare personaggi in costume o a cavallo che vagano tra i vicoli aspettando il prossimo “ciak si gira”, infatti il centro storico medievale è da sempre utilizzato come set per molti film, ma quello ambientato e girato a Viterbo la scorsa stagione ha un qualcosa in più rispetto a tutti gli altri.

La piccola Santa viterbese rivive, dopo secoli, tra le vie della città essendo la protagonista di un film autobiografico diretto e prodotto dall’Associazione Santa Rosa da Viterbo con lo scopo di tenere sempre viva la memoria storica e la devozione verso la Santa che sempre più unisce i viterbesi.
L’organizzazione è stata affidata a Luciano Proietti, il coordinamento a Raffaele Donno e il testo e la regia affidati a Rosanna De Marchi e Luigi Avella per un lavoro corale che racconta il breve periodo di vita di Santa Rosa e regala ai fedeli uno sguardo completo sulla vita della Santa.

Si gira un po’ in tutta la Tuscia, da Bagnoregio a Vitorchiano, al Terminillo per le scene sulla neve fino ad arrivare nella parte più bella e suggestiva di Viterbo: in abiti lunghi, di prezioso velluto rosso con importanti copricapi, gli attori hanno ripercorso alcuni dei momenti storici più significativi della vita di Rosa interpretata da Clarissa Mazzi.

Il film verrà proiettato presso il cinema Lux, venerdì 25 agosto alle ore 17 con ingresso gratuito dopo la prima a Palazzo Papale che ha riscosso un enorme successo di pubblico.

Questo film è un regalo prezioso che la città intera vuole regalare come pegno di devozione a Santa Rosa prima della serata del 3 Settembre che vedrà, come tutti gli anni, una grande folla durante il trasporto della Macchina per le vie della città.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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