A Palazzo Orsini di Bomarzo esposti in anteprima i reperti trovati nelle Tombe dei Trocchi
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BOMARZO - L’esposizione rimarrà fruibile al pubblico nelle giornate di sabato 25 e domenica 26 marzo, per la 31^ edizione delle “Giornate FAI di Primavera”, a cura della Delegazione FAI di Viterbo che aprirà al pubblico la “Sala delle Paraste o Camera di Giulia Farnese” e parte dell’imponente Palazzo Orsini.

BOMARZO – Venerdì 24 marzo alle 11.00 nella prestigiosa cornice di Palazzo Orsini a Bomarzo
saranno presentati i risultati degli scavi della necropoli di Trocchi, una vasta area di sepolture con una lunga continuità d’uso che va dal IV sec. a.C. al VI sec. d.C.

La forte valenza culturale dell’area è stata dichiarata con un provvedimento di tutela emesso dalla Soprintendenza a salvaguardia dell’importante patrimonio archeologico che connota così fortemente questa parte di territorio.

Sarà anche l’occasione per mostrare in anteprima i reperti rinvenuti durante gli scavi con l’esposizione “Le Tombe di Trocchi a Bomarzo. Una necropoli rupestre nell’Etruria tiberina”.

L’evento è stato organizzato e ideato dalla Soprintendenza con il Comune di Bomarzo e la collaborazione delle Associazioni “Cultra” e “I Mostri di Bomarzo – ETS” e il sostegno della Provincia di Viterbo.

L’esposizione rimarrà fruibile al pubblico nelle giornate di sabato 25 e domenica 26 marzo, per la 31^ edizione delle “Giornate FAI di Primavera”, a cura della Delegazione FAI di Viterbo che aprirà al pubblico la “Sala delle Paraste o Camera di Giulia Farnese” e parte dell’imponente Palazzo Orsini.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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