A Palazzo Doria Pamphilj si parla di importanza delle stelle in storia e in letteratura
san martino
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VITERBO- Sabato 11 settembre, alle 18, si parlerà di archeoastronomia, nell'incontro "Le stelle e la storia: le nuove possibilità di ricerca dell'archeoastronomia"

VITERBO-Proseguono gli appuntamenti allo splendido Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino, riaperto, dopo anni di chiusura, dalla Regione Lazio e gestito dalla società regionale LazioCrea che ne cura gli eventi con il sostegno di associazioni territoriali.

Sabato 11 settembre, alle 18, si parlerà di archeoastronomia, nell’incontro “Le stelle e la storia: le nuove possibilità di ricerca dell’archeoastronomia”.

L’importanza che cielo e stelle hanno avuto nei popoli del passato come sorprendente aiuto nell’indagine storica dell’antichità. Seguendo le tracce di osservazioni astronomiche disseminate nella letteratura, nella filosofia e nel mito antico, si analizzerà l’archeoastronomia culturale e la sua capacità di mettere in luce aspetti sconosciuti e risolvere misteri finora irrisolti.

La mattinata di domenica 12 settembre, dalle 10,30 alle 13,30 incontro dedicato a: “Lettere e stelle, l’astronomia in letteratura da Omero a Dante”.

La letteratura occidentale inizia con Omero e le sue fondamentali citazioni astronomiche: analisi del fecondo connubio tra lettere ed astronomia attraverso i riferimenti alle stelle di Esiodo, Eraclito, Saffo, Seneca, Boezio, fino a Dante e Petrarca, in cerca di un tema e un senso comune. Entrambi gli appuntamenti, gratuiti, sono curati da Accademia delle Stelle.

Palazzo Doria Pamphilj è sostenuto da Fondazione Carivit. S

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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