A Palazzo Doebbing di Sutri una nuova mostra interamente finanziata da Intesa Sanpaolo. Previsto l'arrivo di un capolavoro di Giotto
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SUTRI - Un nuovo atto che porterà Sutri, ancora una volta, al centro delle cronache nazionali, estenderà ancor più il nome e l’immagine della nostra splendida città, conferendo la giusta dignità alla sua bellezza che supera i piccoli screzi e le basse polemiche.

SUTRI – A Palazzo Doebbing, nelle prossime settimane, una nuova stagione di mostre interamente finanziata dalla Banca Intesa SanPaolo.

Una nuova prestigiosa esposizione che arricchirà il panorama dei maestri ospitati nelle antiche stanze del museo sutrino – tra cui Renato Guttuso, Antonio Ligabue, Francis Bacon, Tiziano, Fausto Pirandello, Scipione Pulzone, Wilhelm Von Gloeden – con un’opera di Giotto e di altri grandi artisti internazionali. Un nuovo atto che porterà Sutri, ancora una volta, al centro delle cronache nazionali, estenderà ancor più il nome e l’immagine della nostra splendida città, conferendo la giusta dignità alla sua bellezza che supera i piccoli screzi e le basse polemiche.

“Contro chi non vuol vedere non ci sarà mai azione utile e grandiosa per far rinascere, nel tempo, una città; per fortuna i cittadini di Sutri, la cui maturità e correttezza durante il peggior momento dell’emergenza coronavirus si è dimostrata preziosa e molto apprezzata dall’Amministrazione , ci vedono benissimo. Agli altri non resta che il tentato martirio a scopo di sopravvivenza”, questo il commento dell’amministrazione Sgarbi.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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