A Palazzo dei Priori non si riesce neppure a sistemare i microfoni del consiglio
Consiglio
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A Palazzo dei Priori non si riesce neppure ad avere dei microfoni funzionanti. E' stato un bilancio, questo 2017, reso ancora più sgradevole da cose banali. Difficile seguire i lavori delle varie sedute di consiglio a causa dell'impianto dei microfoni fuori gioco da mesi.

A Palazzo dei Priori non si riesce neppure ad avere dei microfoni funzionanti. E’ stato un bilancio, questo 2017, reso ancora più sgradevole da cose banali. Difficile seguire i lavori delle varie sedute di consiglio a causa dell’impianto dei microfoni fuori gioco da mesi.

Voci flebili, spesso e volentieri gracchianti e auditorio costretto a tenere a bada i nervi dal fastidio. Una gran brutta immagine. Che il centro delle decisioni del Comune di Viterbo sia lasciato in queste condizioni è un chiaro segnale dei tempi di crisi che stiamo vivendo. Crisi decisionale, di prospettiva ma anche di cura delle più piccole ed elementari cose.

Dopo la dismissione delle registrazioni delle commissioni, che ha “impatassato” i lavori dei consiglieri nel nome del risparmio di poche decine di migliaia di euro, l’impianto microfoni della sala d’Ercole non funzionante e l’utilizzo dei “gelati” rappresenta un ulteriore insulto alla dignità della città e alla qualità (sebbene formale) della sua democrazia.

Il non funzionamento dei microfoni potrebbe sembrare poca cosa ma a ben guardare è indice di una certa sciatteria a tratti davvero surreale.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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