
La grande guerra di Palazzo dei Priori, in onda sul maxischermo della sala d’Ercole. Il finale è ancora da vedere e considerati i presupposti potrebbe davvero accadere di tutto, ma la sequenza di oggi pomeriggio è stata davvero ricca di emozioni.
I fatti
Il presidente del consiglio Maria Rita De Alexandris ha rimesso nelle mani dei consiglieri il proprio incarico. Lo ha fatto leggendo un discorso, quando sembrava che si andasse verso la chiusura della seduta. Il suo discorso è stato un terremoto, ma non fino in fondo. Non si è dimessa e il fatto non è di secondaria importanza. Maria Rita De Alexandris è ancora ora il presidente del consiglio, per mettere fine alla sua reggenza serve che qualcuno si alzi in aula e la sfiduci, serve che qualcuno avanzi la propria candidatura e incassi i voti. Per intenderci la De Alexandris non ha fatto la stessa cosa di Filippo Rossi pochi mesi fa. Ha concretizzato uno scenario diverso, molto diverso.
L’altro fatto è l’annuncio della nuova giunta da parte di Michelini. Lo schema è quello che vi abbiamo raccontato questa mattina. Con qualche aggiunta e piccolo spostamento di competenze. La roba più significativa è lo Sviluppo Economico da Barelli a Delli Iaconi e il Teatro a Barelli. L’unica novità della giunta a sette è l’ingresso di Alessandra Troncarelli ai Servizi Sociali.
L’Alessandra furiosa
Proprio la new entry, da giorni in odore di nomina e con un destino alla guida del Palazzo del Drago scontato, non ha sorriso. Anzi. Alessandra Troncarelli sembrerebbe essere la più furibonda del gruppo dei 7, i “serra-panunziani”. Motivo? Il desiderio era quello di un assessorato ai Servizi Sociali pieno. Cosa che, dal punto di vista dei 7, significa anche carico della delega del Volontariato. La delega gestita fino a un pugno di giorni fa, prima della riconsegna (nel rispetto delle indicazioni date dal capogruppo di Oltre le Mura Maurizio Tofani), da Marco Ciorba. E tra i due nel pomeriggio sono volate parole grosse. I bene informati raccontano che la Troncarelli si sarebbe rifiutata più volte di firmare l’incarico.
Il mancato depotenziamento dell’assessore Ciambella
Nella partita che i “serra-panunziani” stanno portando avanti per riportare un equilibrio tra la forza in consiglio e la rappresentanza nei posti di vertice dell’amministrazione c’è anche la riduzione degli incarichi, considerati eccessivi, concentrati nelle mani della delfina di Giuseppe Fioroni. I 7 hanno pensato un rimpasto anche in questa chiave, ma le parole del sindaco hanno suonato chiaramente: “Luisa Ciambella conserva tutte le deleghe”. Tutto questo ha fatto aumentare la pressione dello scontro tra i due blocchi.
L’agitazione di Giacomo Barelli
Chi ha presenziato alla seduta di consiglio di oggi ha notato la considerevole agitazione di Barelli. Lo stesso assessore è arrivato quasi a uno scontro con il consigliere Sergio Insogna, reo di aver detto al presidente De Alexandris: “Nessuno ti ha chiesto di dimetterti”. Perché questa frase ha scoperto i nervi dell’assessore? Semplice. Viva Viterbo, con l’evoluzione della situazione politica nel Palazzo, non ha la forza (due consiglieri) per incassare due ruoli: presidenza e assessorato. E se Maria Rita De Alexandris non si dimette è chiaro che mette a rischio la permanenza nella giunta a sette di Barelli.
I bene informati parlano anche di una Viva Viterbo ormai alla frutta. La De Alexandris infatti non avrebbe alcuna intenzione di lasciare l’incarico conquistato da poco e starebbe cercando una resistenza. In questa prospettiva è possibile capire il senso delle sue mancate dimissioni e la scelta di rimettere nelle mani del consiglio l’incarico. C’è a questo punto bisogno di una sfiducia e di un candidato. Ma chi? Francesco Serra infatti non avrebbe più intenzione di andare alla presidenza.
Il capogruppo del Pd
In questa partita a domino c’è anche la prospettiva di un nuovo capogruppo del Pd. Per aprire questa casella è però necessario che Serra la lasci libera, andando alla presidenza. Per questo, anche in una parte del Pd, c’è chi spinge per le dimissioni della De Alexandris. I papabili per il posto di Serra sono Christian Scorsi, Martina Minchella e Daniela Bizzarri.
“Facciamo venire giù il Comune”
Il sindaco in sostanza ha forzato la mano. Ha anche detto in consiglio che “o si mangia questa minestra o si salta dalla finestra”. Ma non è il solo a prospettare la caduta anticipata dell’amministrazione. Sia dentro i “serra-panunziani” sia tra i “fioroniani” c’è chi inizia a diffondere urbi et orbi il ritornello: “Facciamo venire giù il Comune”.


















