A Palazzo dei Priori esplode "la bomba" dei cimiteri
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Il Comune si trova ad affrontare la grana dei cimiteri. L'amministrazione è infatti intenzionata a revocare un bando di gara che prevede l'assegnazione dei servizi cimiteriali per 25 anni.

Cimiteri, che cosa sta succendendo? Nell’occhio del ciclone un bando per l’ampliamento del campo santo di Grotte Santo Stefano. Doveva scadere lo scorso 4 marzo ma è stato prorogato fino al 14 di questo mese. In sostanza il bando prevede la realizzazione di nuovi loculi per un valore di 860mila euro in cambio della gestione dei cimiteri (non solo quello di Grotte ma anche  gli altri del Comune) per 25 anni. Un affare da milioni di euro, considerando che andrebbero all’aggiudicante anche il forno crematorio (che di affari ne sta facendo) e le luci votive.

 

Al momento ha partecipato una sola ditta, la stessa che gestisce attualmente il servizio. La maggioranza è decisa a revocare il bando, come espresso dall’assessore ai Lavori Pubblici Lella Saraconi nel corso dell’ultima riunione della competente commissione. Perplessità sono state sollevate dalle forze di minoranza.

 

Secondo l’assessore Saraconi la revoca del bando determinerebbe una spesa per il Comune di circa 30mila euro, a titolo di risarcimento per l’unica ditta che ha partecipato. Il Comune inoltre sarebbe intenzionato a realizzare in proprio, avendo reperito i fondi necessari, a realizzare l’ampliamento del cimitero di Grotte Santo Stefano.

 

La pensa diversamente la Silve s.p.a., l’unica società che si è presentata al bando. La stessa ha infatti inviato una lettera a Comune e assessore dove fa presente che la cifra che Palazzo dei Priori potrebbe essere costretto a perdere in questa vicenda sarebbe decisamente maggiore. Nella missiva si arriva a ipotizzare un qualcosa come 500mila euro.

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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