A Palazzo dei Priori arriva Babbo Natale Guillermo Mariotto
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VITERBO - Nel corso dell'incontro, lo stilista e personaggio televisivo ha parlato dell'evento Robotizzati, Esperimenti di moda, a cura di Stefano Dominella, allestito a Roma, in programma fino al prossimo 24 gennaio, di cui lo stesso Mariotto è il direttore artistico.

VITERBO – A Palazzo dei Priori Guillermo Mariotto nei panni di Babbo Natale. Ad accoglierlo sabato mattina sono stati il sindaco Giovanni Maria Arena e l’assessore alla cultura e al turismo Marco De Carolis.

Nel corso dell’incontro, lo stilista e personaggio televisivo ha parlato dell’evento Robotizzati, Esperimenti di moda, a cura di Stefano Dominella, allestito a Roma, in programma fino al prossimo 24 gennaio, di cui lo stesso Mariotto è il direttore artistico.

Un evento itinerante, dove la moda è presente con capi, oggetti e video, tra reale e virtuale, piccoli messaggi per grandi temi, il cui perno è rappresentato dall’uomo, tra sperimentazione e storia.

“Il Comune di Viterbo sarà ben lieto di concedere il patrocinio a questa prestigiosa mostra – ha sottolineato il sindaco Arena durante l’incontro con il poliedrico artista e giudice di Ballando con le stelle -. Una mostra che unisce alla moda il fascino dell’arte e che, mi auguro presto, possa includere Viterbo tra le città che la ospiteranno”. Prima dei saluti, il sindaco Arena e l’assessore De Carolis hanno parlato con Mariotto dell’altra iniziativa, quella natalizia, che lo stesso stilista sta curando e che a breve prenderà forma nel cuore di Roma. Un presepe avveniristico, la cui forma richiama quella di uno stivale: l’Italia vista dall’alto, e le cui statuine avranno le sembianze di robot, proprio per dare l’idea del futuro. “Un progetto originale che sta coinvolgendo anche alcuni artisti del nostro territorio, conosciuti e apprezzati in Italia e all’estero – ha aggiunto l’assessore De Carolis -. Ognuno di loro realizzerà un componente del presepe. In questa suggestiva e particolare opera di Mariotto, potremo trovare un’impronta artistica legata alla Tuscia e alla nostra Viterbo”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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