A palazzo Brugiotti tornano i pomeriggio touring
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Venerdì appuntamento alle 17 per ripercorre la colonizzazione del castello di Pianiano dai popoli ottomani

Torna venerdì l’appuntamento mensile con i “pomeriggi touring” a palazzo Brugiotti di Viterbo. L’incontro di questo mese, che avverrà alle 17 con ingresso libero, verterà sugli Albanesi di Pianiano. Maura Lotti ci parla di una forte presenza di Albanesi nel castello di Pianiano (Cellere) intorno alla prima metà del Settecento.

Era un gruppo di rifugiati cristiani provenienti dal nord dell’Albania ottomana cui fu concesso di colonizzare il feudo abbandonato di Pianiano, infestato dalla malaria. Fu certo un vigoroso apporto all’economia del posto. Nel 1845 questa colonia fu dichiarata estinta. Ci resta in ricordo la tela conosciuta come “La Madonna degli Albanesi” nella chiesa locale e l’intitolazione dell’unica via del borgo.

Maura Lotti introduce la conferenza con un video-montaggio sui tempi di una melodia tratta da un vecchio spartito ritrovato nel 1843 nell’Archivio di Stato di Scutari, intitolato “Tradizionale di Scutari”, che evoca la suggestione dell’ambiente culturale da cui provenivano le famiglie scutarine che colonizzarono Pianiano. In quel tempo gli immigrati albanesi furono un’opportunità per l’economia di quelle terre bonificate dalla malaria. Ogni riferimento alle situazioni attuali rischia la retorica.

“I Pomeriggi Touring – sottolinea il console Touring di Viterbo Vincenzo Ceniti, animatore dell’iniziativa in collaborazione con la Fondazione Carivit e la Fidapa – hanno seguito quest’anno un percorso di attuale interesse (Marginalia), che ha riscosso l’apprezzamento e la condivisione dei soci e dei numerosi simpatizzanti”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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