'A noi importa', evento di raccolta fondi per Erinna
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VETRALLA - 'A noi importa'. Questo il titolo dell’evento organizzato per domenica 17 settembre, presso il giardino della Casa Editrice Ghaleb, da un gruppo spontaneo di donne, al fine di raccogliere fondi in favore dell’Associazione Erinna donne contro la violenza alle donne, che da 25 anni opera attivamente su Viterbo con un centro anti violenza.

VETRALLA – ‘A noi importa’. Questo il titolo dell’evento organizzato per domenica 17 settembre, presso il giardino della Casa Editrice Ghaleb, da un gruppo spontaneo di donne, al fine di raccogliere fondi in favore dell’Associazione Erinna donne contro la violenza alle donne, che da 25 anni opera attivamente su Viterbo con un centro anti violenza.

Abbiamo scelto questo motto in cui il «Noi» sta a significare che da sole non si va da alcuna parte e «Importa» richiama la volontà del «Prendersi cura», come don Milani ci ha insegnato, dice la portavoce Gabriella Norcia: “Non riusciamo ad ignorare le difficoltà che si abbattono su chi da anni ha dedicato la propria vita a sostenere le donne nel pieno e chiaro spirito femminista, come le volontarie e le operatrici di Erinna. Non ce la facciamo a stare alla finestra ad ascoltare i notiziari che elencano le violenze subite dalle donne, senza scendere in campo personalmente. E scendiamo con una spudorata proposta di raccolta fondi, senza i quali non si va da alcuna parte, ma offrendo un momento di conoscenza e confronto con una realtà che ha segnato la storia dell’accoglienza alle donne vittime di violenza.”

La giornata prenderà il via alle 10.30 con l’accoglienza dei partecipanti, poi ci sarà un intervento di Valentina Bruno e Anna Maghi, presidentessa e vicepresidentessa di Erinna, cui seguirà un rinfresco offerto dalle organizzatrici. “Il primo pomeriggio sarà aperto a letture, musica o qualsiasi altro intervento sul tema vogliate proporci. Hanno già aderito Adriana Birelli, con un estratto dello spettacolo teatrale da lei scritto e diretto, Lady Blue, musica di Andrea Casali (chitarra) e Carmelo Cannarella (tastiere), e Michela Benedetti con una performance tra letture e musica. Sarà una domenica diversa, nel quadro di un magnifico giardino in cui fermeremo il tempo e ci rilasseremo confrontandoci fra amiche e amici. Vi aspettiamo.”

Per motivi organizzativi è necessaria la prenotazione, inviando un messaggio al 3339065337 o una mail info@ghaleb.it

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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