A Mamaggialla sovraffollamento del 150%, Nicastrini (Uspp Lazio): "Da tempo chiediamo lo stato d'emergenza"
Foto carcere Mammagialla
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ROMA - Nel frattempo, dalla direzione con tutto il personale di polizia penitenziaria, sanitario e pedagogico sempre più insufficiente a reggere quanto accade, si cerca di fare l’impossibile per evitare che il carcere sprofondi totalmente.

ROMA – “In questi ultimi anni, come segretario regionale dell’Uspp Lazio, ho continuato a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla situazione grave in cui versa il carcere di Mammagialla, che pensavamo non potesse suscitare alcun interesse.

Invece scopriamo, anche se non ci sorprende, che altri soggetti politici e lo stesso garante dei detenuti apparsi sui media locali, hanno ribadito la stessa nostra considerazione della gravità della situazione e come sia dovuta alla mancanza di spazi e attività a favore della popolazione detenuta con un sovraffollamento del 150%, ad una difficoltà concreta (come dichiara anche l’Asl) a reperire medici disposti (carenti numericamente) a garantire la salute in carcere; come sia dovuta quindi ad una carenza di personale rispetto a quella prevista di circa cento unità in meno e conta tanti assenti per le ferite fisiche e morali riportate per le aggressioni subite. Pensare che ogni giorno vengano impiegate mediamente 160 unità quando dovrebbero essere almeno 343 previste dal Dap, non lascia dubbi della gravità”. Così Daniele Nicastrini,
Segretario regionale Uspp Lazio.

“A quanto detto – continua la nota – non vediamo nemmeno alcun accenno dai vertici del Dap – Ministero della Giustizia nel voler considerare qualche iniziativa che possa far pensare alla volontà di fare qualcosa, di fornire al carcere quell’aiuto che reclama da anni e che ogni tanto suscita interesse mediatico per poi svanire dopo pochi minuti dai radar di chi ha il dovere istituzionale di doversi interessare.

Nel frattempo, dalla direzione con tutto il personale di polizia penitenziaria, sanitario e pedagogico sempre più insufficiente a reggere quanto accade, si cerca di fare l’impossibile per evitare che il carcere sprofondi totalmente.

L’Unione sindacati polizia penitenziaria reclama da tempo lo stato di emergenza delle nostre carceri sul territorio nazionale e, nello specifico laziale, le sedi di Viterbo, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Rieti, Roma Regina Coeli, Rebibbia Nuovo Complesso, tra le più in difficoltà, auspicando che qualche coscienza lungimirante prenda a cuore quanto l’Uspp rappresenta e che la precarietà grave in cui versa il sistema carcere non dipende dalla volontà del personale che opera all’interno”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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