A Latera rivivono le fiabe della tradizione orale
Foto Orsorella Latera
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LATERA - L'iniziativa è promossa dal Museo della terra di Latera in collaborazione con l'associazione Comunità narranti. Ad animare il patrimonio delle storie lasciate da Pietro Moretti ci penseranno Alfonso Prota e il musicista Carlo Sanetti, che daranno vita ad una performance narrativa.

LATERA – Nelle sale di Palazzo Farnese tornano a risuonare le fiabe della tradizione orale locale.
Domenica 26 marzo alle ore 17.30, nei locali di Palazzo Farnese, sede del Comune di Latera, verrà presentata la seconda edizione arricchita del volume Orsorella e gli altri. Fiabe lateresi raccontate da Pietro Moretti, a cura di Marco D’Aureli con illustrazioni di Alfonso Prota per i tipi di Davide Ghaleb Editore.

L’iniziativa è promossa dal Museo della terra di Latera in collaborazione con l’associazione Comunità narranti. Ad animare il patrimonio delle storie lasciate da Pietro Moretti ci penseranno Alfonso Prota e il musicista Carlo Sanetti, che daranno vita ad una performance narrativa.

Pubblicato a dieci anni esatti dalla prima uscita, andata in stampa nel 2012, la nuova edizione di Orsorella e gli altri raccoglie otto fiabe e un apologo il tutto arricchito da nuove illustrazioni e incorniciato da apparati testuali aggiornati.

Le storie confluite nel libro (perché a Latera così chiamano le fiabe: storie) furono raccolte nel 2008. Quell’anno Pietro Moretti fu protagonista della prima edizione del progetto Banca del racconto. Antonello Ricci e Alfonso Prota, affiancati da Marco D’Aureli, conservatore del Museo della terra, intervistarono Pietro e questo aprì loro il fantastico scrigno del patrimonio narrativo tradizionale. Una selezione del materiale confluì nella prima edizione del libro, che si chiudeva con due brevi saggi di Fulvia Caruso, già direttrice del Museo, e dell’antropologo Marcello Arduini. Quello stesso volume, arricchito di quattro storie e di nuovi saggi, torna oggi a circolare chiudendo una storia iniziata quattordici anni fa.

Per maggiorni informazioni: info@museodellaterra.it oppure tel. 3913103629

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

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