
A Napoli c’è chi ha sostituito Che Guevara con Maometto: ecco a Immagini dal sul del mondo il film di Ernesto Pagano Napolislam. Un documentario, proiettato giovedì sera al circolo Il Cosmonauta, che racconta il rapporto tra Napoli e il sacro, un rapporto storico complesso che recentemente ha visto l’ingresso nel panorama del Capoluogo campano della fede islamica che è stata abbracciata da alcune fasce deboli della popolazione perché nel Corano hanno trovato risposte all’ingiustizia sociale, al consumismo senza limiti e alla morte della speranza. Il regista, che sarà presente all’incontro di giovedì, è intervenuto durante Sbottonati.
“Tutto nasce dall’incontro casuale con Ciro – ha spiega il regista Ernesto Pagano – che mi si presentò come Ciro Capone Mohammed. Mi raccontò di essersi convertito cercando un libro su Maradona, non lo trovò e comprò questo libro nero con scritto sopra “Corano”. Lo acquisto e da lì rimase folgorato. Così mi si è aperto il mondo delle conversioni all’Islam e di un tessuto sociale, quello della Napoli popolare che è estraneo tradizionalmente all’Islam e che ne aveva una conoscenza superficiale derivata dal visione del Tg4”. Insomma, è successo qualcosa di inaspettato. “Ad esempio nel Rione Sanità – ha aggiunto il regista – ci sono piccoli nuclei di napoletani che si convertono per un meccanismo di passaparola. Non c’è un predicatore che converte, ma proprio un passaparola tra famigliari, amici e conoscenti”.
C’è addirittura chi ha abbandonato la lotta operaia per abbracciare l’Islam. “Nel film – ancora Pagano – c’è un personaggio, Salvatore, un ex militante che ha sostituito il vecchio ideale della lotta di classe all’instaurazione della Sharia. È passato da Che Guevara a Maometto e questo deve far riflettere”.
Napoli e il resto d’Europa vivono momento di grande crisi di identità e valori, in questo vuoto si inserisce la ricerca di spiritualità e risposte. “Dopo il documentario ho scritto un libro e ho scoperto una grande esigenza che hanno i nuovi musulmani che vogliono incasellare la loro vita tra lo haram e halal, tra il lecito e l’illecito. C’è una voglia quasi morbosa di sapere se si possono fare alcune cose, come pregare con le unghie laccate o andare in gita a scuola seduto affianco ad un uomo, oppure no”.
Un fenomeno che sta crescendo all’insaputa di molti ed è una spia del tramonto di vecchi valori e anche di vecchie ideologie politiche, con alcune punte di estremismo. “Alcuni trovano nuovi punti di riferimento nell’Islam – ha concluso – altri hanno anche una fascinazione verso forme radicali. La contrapposizione al sistema di valori corrotto che li circonda porta con sé esigenza di avere un nuovo vocabolario di protesta”.
L’appuntamento è parte della 22esima edizione di Immagini dal sud del mondo, storica rassegna cinematografica organizzata dall’Aucs. Si tratta del penultimo appuntamento di “Gaia (generi, accoglienza, intercultura e ambienti)”, il titolo scelto quest’anno per l’iniziativa. “Abbiamo cercato – ha detto Letizia Lucangeli di Aucs – di unire questi 4 argomenti che solo apparentemente sono staccati l’uno dall’altro, ma in realtà rientrano tutti nel tema dei diritti”.
La rassegna è stata realizzata grazie anche al contributo di una volontaria del servizio civile prestato presso l’associazione universitaria per la cooperazione e lo sviluppo. “È stata una esperienza formativa molto importante – ha spiegato Chiara Ernandes – e ho avuto occasione di collaborare con persone molto valide. Ho collaborato a questa rassegna, che è in crescita che ha raggiunto buonissimi risultato quest’anno. Quindi invito, chi fosse interessato, a partecipare al bando in scadenza il 30 giugno, per poter partecipare a questo progetto”.
Per info sul bando www.arciviterbo.it.

















