A Grotte Santo Stefano l'ultimo saluto a Massimo Olimpieri
Foto Massimo Olimpieri
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L'ultimo saluto all'uomo, stimato e amato a Grotte e che lascia una moglie e una figlia, nella chiesa parrocchiale di Grotte alle ore 10. In Procura aperto un fascicolo per omicidio stradale contro ignoti. Sono al vaglio i rilievi sull'incidente, per stabilire l'esatta dinamica ed eventuali responsabilità. 

GROTTE SANTO STEFANO – Questo sabato 21 febbraio i funerali di Massimo Olimpieri, il 68enne che ha perso tragicamente la vita lo scorso giovedì 12 febbraio sulla Teverina. Fatale gli è stato l’impatto tra la sua auto, un’Audi nera, e una Fiat Cinquecento e poi il ribaltamento e l’urto con una terza macchina.

L’ultimo saluto all’uomo, stimato e amato a Grotte e che lascia una moglie e una figlia, nella chiesa parrocchiale di Grotte alle ore 10. In Procura aperto un fascicolo per omicidio stradale contro ignoti. Sono al vaglio i rilievi sull’incidente, per stabilire l’esatta dinamica ed eventuali responsabilità.

Mercoledì 18 febbraio l’autopsia. Esclusa l’ipotesi del malore improvviso. Olimpieri sarebbe morto a seguito dello scontro.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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