A Grotte di Castro l'unico Museo su Nobile: dalla passione di una famiglia la storia dell'eroe artico
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Il museo rivive vividamente la straordinaria storia del sorvolo artico del dirigibile Norge il 12 maggio 1926, quando le bandiere norvegese, americana e italiana furono calate sul ghiaccio.

INSIDE – In Italia, non ci sono musei dedicati esclusivamente a Umberto Nobile ma esistono luoghi che commemorano la sua figura e le sue imprese, in particolare le due spedizioni al Polo Nord con i dirigibili “Norge” e “Italia”. Questi luoghi includono il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano e il Museo della Reggia di Venaria, che ospitano sezioni dedicate alla storia dell’aeronautica e alle spedizioni polari.

Ora vi racconto la storia del Museo di Grotte di Castro che diventa, in questo caso, l’unico in Italia dedicato interamente a Umberto Nobile. Un museo privato, unico dedicato al leggendario esploratore artico: il Generale Umberto Nobile; e alle sue rivoluzionarie spedizioni polari. Ha aperto ufficialmente i battenti il 5 luglio 2025. La Collezione Privata “U. Nobile” De Santis-Vinciarelli, ideata e realizzata da Stefano Vinciarelli, insieme alla moglie Milena e alle figlie Alessandra e Valentina, è più di un semplice archivio storico: è la testimonianza di una passione radicata di famiglia, di un’eredità preziosa e di un legame dimenticato, prima, ed ora ritrovato, tra Nobile e questa piccolo paese dell’alta Tuscia.

Entro nel museo, e vengo immediatamente coinvolto in un racconto in cui la dedizione personale si sposa con la grande narrazione storica. “Parlo con la voce di mio padre – mi racconta Stefano Vinciarelli, con gli occhi lucidi di emozione -. Questo museo è dedicato a lui, alla sua tenacia nel trasmettermi la storia e la passione che io, a mia volta, ho trasmesso a mia moglie e alle mie figlie Alessandra e Valentina”.

L’ispirazione per questo ambizioso progetto nasce dall’infanzia di Stefano, trascorsa ad ascoltare il padre, Ubaldo Vinciarelli, raccontare le storie del Generale Umberto Nobile. Ubaldo, originario di Grotte di Castro, raccontò al figlio la storia di una promessa fatta da Nobile ai suoi concittadini nel 1926: portare un pezzo del loro gagliardetto al Polo Nord, come testimonianza eterna del loro sostegno.

“Quel bambino ero io – racconta Stefano – e quelle che un tempo erano favole si sono trasformate in un’intensa passione, in uno studio attento e in una continua ricerca di documenti, oggetti e testimonianze sulle imprese del Generale Nobile e sulla sua persona. È come se a quel bambino fosse stata affidata una missione: non dimenticare”.

Il museo rivive vividamente la straordinaria storia del sorvolo artico del dirigibile Norge il 12 maggio 1926, quando le bandiere norvegese, americana e italiana furono calate sul ghiaccio. Tuttavia, la collezione mette in risalto un quarto “tessuto” meno noto e spesso dimenticato: il gagliardetto triangolare di Grotte di Castro, umilmente tessuto a mano “con le infinite rocche di fiducia e stima” dei cittadini dell’Italia rurale.

Il profondo legame tra Nobile e Grotte di Castro si consolidò ulteriormente il 16 settembre 1926, quando il Generale fece ritorno nella città che lo aveva sostenuto con tanto fervore. Nonostante fosse giovedì, giorno solitamente dedicato ai lavori agricoli, le campagne circostanti erano deserte.

I cittadini, vestiti con i loro abiti più eleganti, si radunarono all’ingresso del paese, ornati di ghirlande d’alloro, in attesa del loro amato generale. “Scendendo dall’auto che lo aveva portato da Roma, il generale Nobile fu abbracciato dalla folla affettuosa – mi raccontano tutti e quattro, fermandomi nella prima stanza che si trova entrando nel museo e descrivendo nei dettagli la lenta e gioiosa processione per le vie, a cui si unirono intere famiglie -. La processione culminò nella Chiesa di San Marco per una messa di ringraziamento, seguita dall’inaugurazione di una targa marmorea in Via Roma, in onore della fuga polare e del gagliardetto “grottano”, che accompagnò Nobile tra i ghiacci eterni.

Dal balcone dell’appartamento di Flavio Tufo, circondato da autorità locali, il generale Nobile osservava lo spettacolo, con le braccia incrociate sul petto, “come per frenare un cuore che batteva troppo forte”. Fu in quel momento, secondo la famiglia Vinciarelli, “che capì che il vero trionfo non era, dopotutto, misurabile in gradi di latitudine, ma nel calore di un piccolo paese che, con ago e cuore, aveva cucito il suo posto nella storia”.

La Collezione Privata “U. Nobile” De Santis-Vinciarelli offre ai visitatori un’opportunità unica di immergersi in un affascinante capitolo della storia italiana e dell’esplorazione scientifica del Polo Nord. Raccoglie documenti originali, oggetti, fotografie rare e materiali relativi alle spedizioni dirigibili Norge (1926) e Italia (1928).

“Vedere questo progetto prendere vita il 5 luglio in questo luogo, che, pur lontano dai ghiacci del Polo, ne diventa oggi simbolicamente il custode, è stata per noi un’emozione davvero profonda”, mi continua a raccontare tutta la famiglia. La loro speranza è che questo spazio possa “ispirare, istruire e, soprattutto, toccare il cuore dei suoi visitatori”.

Il museo vuole essere un punto di riferimento non solo per studiosi e appassionati di esplorazioni polari, ma anche per scuole, famiglie e tutti i visitatori curiosi desiderosi di scoprire – e a modo loro, di mantenere viva – “una pagina luminosa della nostra storia nazionale; una storia che ancora oggi insegna l’importanza del coraggio e della tenacia nel realizzare anche i sogni più audaci e apparentemente irraggiungibili”.

La Collezione Privata “U. Nobile” De Santis-Vinciarelli è visitabile per tutto il mese di agosto su prenotazione. L’ingresso è gratuito. Per prenotazioni, si prega di chiamare il numero 351 5351115.

© Maurizio Di Giovancarlo / Tuscia Fotografia / La Fune

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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