A fine mese la prima unione civile del Comune di Viterbo
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Le coppie di fatto arrivano anche nella Tuscia e mentre i due attendono di pronunciare il fatidico "sì", gli uffici comunali aggiornano tutte le procedure

Fra pochi giorni a Roma la sindaca Raggi celebrerà la prima unione civile della Capitale, neanche due settimane dopo anche a Viterbo arriverà il primo “sì” delle unioni civili a Palazzo dei Priori.

Ancora poco certa la data in cui i due ragazzi potranno diventare la prima coppia di fatto viterbese, ma si parla di fine settembre o al massimo inizio ottobre, tutto sta al lavoro degli uffici che stanno adattando le nuove procedure.

Da quando la legge sulle unioni civili è passata pare che le richieste fatte al Comune siano salite in orbita. Chi chiede informazioni sulla procedura, chi cosa serve per essere riconosciuta come coppia di fatto. Intanto una richiesta presentata formalmente c’è già stata e si procederà con questa, poi arriveranno tutte le altre.

Mentre si prepara tutto per celebrare al meglio la prima unione civile di Viterbo, però, un’altra coppia, già unita all’estero, ha chiesto a Palazzo dei Priori la trascrizione sull’albo delle unioni civili, per riconoscere anche in Italia la loro unione.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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