A Expo si racconta la storia di Viterbo
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"A.d. 1243 - L'ultimo assedio" il romanzo sulla storia medievale di Viterbo, presto sbarcherà all'Expo di Milano. I due autori presenti alla manifestazione nel capoluogo lombardo, sono pronti a diffondere la storia e la cultura della nostra provincia, fra fasi storiche complesse e tesori nascosti.

Non c’è solo “Fiore del Cielo” a Milano a rendere omaggio alle bellezze viterbesi, a breve anche un altro pezzo della Tuscia sbarcherà nel salone dell’esposizione universale italiana: la storia medievale del capoluogo. A portare a Milano questo pezzo di storia viterbese sarà una cittadina del posto, Marta Tempra, e il suo coautore lodigiano, Furio Thot.

I due questo sabato, 3 ottobre, alle 17 all’interno del Pianeta Lombardia – padiglione della regione ospitante – presenteranno “A.d. 1243 – L’ultimo assedio”. Primo romanzo storico interamente dedicato a Viterbo e le sue origini. L’incontro si svolge nell’ambito di un’iniziativa dell’assessore regionale Cappellini, con l’intento di dare spazio a opere meritevoli delle case editrici indipendenti.

Tra queste, ovviamente, ci sarà anche il libro scritto a quattro mani da Tempra e Thot. Un romanzo che in pochissimo tempo ha saputo conquistare l’intera provincia e che ha fatto da protagonista a manifestazioni locali ma di respiro internazionale come Caffeina e Ludika 1243, la rievocazione medievale che ricorda proprio l’assedio a cui fa riferimento il romanzo.

Viterbo si rivelò infatti città di importanza cruciale nei giochi di potere che videro papa e imperatore scontrarsi sul suolo italico, e sarà l’unica città assieme a Brescia a resistere all’imponente attacco delle forze imperiali. Una gloriosa pagina di storia, dunque, che grazie al successo del romanzo sta iniziando a diventare non più solo locale.

L’interesse dei lettori per la città raccontata da A.d.1243 potrebbe portare interessanti conseguenze nel settore turistico, tanto che gli autori stanno valutando l’opportunità di creare dei percorsi guidati dedicati agli scenari più suggestivi del romanzo, come piazza san Pellegrino, la chiesa di sant’Andrea e la valle di Faul, dove si svolse una delle battaglie decisive dell’assedio e del romanzo.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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