A colloquio con il sindaco Arena, porte aperte ai cittadini il lunedì pomeriggio
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VITERBO - "Ascoltare i cittadini. Un dovere del sindaco e una forma di rispetto da parte delle istituzioni". La pensa così Giovanni Maria Arena che già da giorni ha iniziato a ricevere nella sala Rossa di Palazzo dei Priori tutti quei viterbesi che hanno l'esigenza di segnalare situazioni, proporre idee e suggerire soluzioni.

VITERBO – “Ascoltare i cittadini. Un dovere del sindaco e una forma di rispetto da parte delle istituzioni”. La pensa così Giovanni Maria Arena che già da giorni ha iniziato a ricevere nella sala Rossa di Palazzo dei Priori tutti quei viterbesi che hanno l’esigenza di segnalare situazioni, proporre idee e suggerire soluzioni.

“Come promesso in campagna elettorale – spiega Arena – sto dedicando questo primo periodo da sindaco alla messa a punto della macchina amministrativa del Comune. Proseguirò anche nei mesi di luglio e agosto, e finché ce ne sarà bisogno”. Si sofferma poi sul ricevimento del pubblico.

“Ritengo sia una forma di rispetto verso i miei concittadini. Per questo ho intenzione di dedicare almeno un giorno a settimana a tutti quei viterbesi che non hanno santi in paradiso e che vogliono parlare con il sindaco dei problemi e delle difficoltà che devono affrontare tutti i giorni. Ho già iniziato lo scorso lunedì pomeriggio. Non ho certo la bacchetta magica per fornire una soluzione alle tante persone che stanno richiedendo appuntamento, viterbesi e non, ma le ascolterò. Il dialogo deve essere alla base del rapporto tra istituzioni e cittadini. Una considerazione logica, ma non sempre scontata. Ho notato che molti cittadini sono rimasti positivamente sorpresi – ha aggiunto il sindaco -.

Si era forse un po’ persa l’abitudine di ricevere periodicamente e con frequenza il pubblico. Insieme all’intera giunta vogliamo dare un segnale di vicinanza e attenzione ai cittadini. Le problematiche dei viterbesi saranno i nostri campanelli di allarme. E su quelli lavoreremo per dare risposte utili e concrete alla cittadinanza”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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