'Tu vuo fa' l'americano' a Civita di Bagnoregio, arrivano gli studenti di Yale
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Per un mese nel borgo sospeso sulla Valle dei Calanchi vivranno più americani che italiani

BAGNOREGIO – A Civita di Bagnoregio la lingua predominante torna a essere l’inglese. Dal 16 maggio al 16 di giugno, per un mese quindi, all’interno del borgo sospeso sulla Valle dei Calanchi vivranno e dormiranno più cittadini americani che italiani.

Si tratta degli studenti della facoltà di Architettura di Yale. Un rapporto “antico” quello tra gli studenti statunitensi e questo paese. Un seme piantato, negli anni Settanta, dalle mani di Astra Zarina, l’americana che ha saputo evidenziare il valore universale di Civita e trasmettere un grande amore per il suo recupero. Oggi la pianta che ne è germogliata è custodita, con la medesima passione e lo stesso entusiasmo, da Norma Barbacci e Glenn Boornazian. E, ogni anno, come se fossero rondini, a primavera, tornano nel nido di Civita gli studenti americani. Quest’anno con un progetto dal titolo ‘The Death and Life of an Italian Hill Town’ e un obiettivo preciso: studiare un’antica casa e un vecchio lavatoio e immaginare progetti di recupero e valorizzazione.

Quartiere generale di tutto il lavoro che sarà svolto è Palazzo Alemanni, proprio nel cuore del borgo sospeso. E proprio qui sabato pomeriggio si è tenuto un incontro tra la comunità di Civita, gli studenti del corso di Sviluppo Sostenibile della Sapienza e gli studenti di Yale appena arrivati.

Perché questa esperienza è soprattutto incontro e incontri: che costruiscono relazioni, che trasmettono conoscenza, che condividono competenze e sensibilità.

“Siamo entusiasti di questa collaborazione con Yale che si rinnova ogni anno e porta sempre energia nuova sul nostro territorio. Si tratta di un lavoro prezioso e che sono convinto darà molti frutti”. Le parole del sindaco Luca Profili. “Il futuro del borgo di Civita e la sua tutela e promozione internazionale trova in questa collaborazione uno snodo importante”. Saluta così il gruppo di Yale l’amministratore unico di Casa Civita Francesco Bigiotti”.

Norma Barbacci, responsabile del progetto: “Siamo estremamente orgogliosi e grati di poter continuare, nel nostro piccolo, l’eredità di Astra Zarina a Civita di Bagnoregio e a Casa Civita per il loro prezioso supporto nel rendere possibile questa iniziativa”.

Nel 2024, l’antico rapporto, è stato rinnovato con la firma di un accordo di collaborazione tra Università di Yale e Comune di Bagnoregio. Documento siglato dal sindaco Luca Profili in visita negli Stati Uniti. L’intesa prevede che Civita di Bagnoregio sia utilizzata come laboratorio di studio per gli studenti di architettura. Viene permesso agli studenti di immergersi nei diversi aspetti del borgo, inclusi quelli architettonici, culturali e sociali, e di formulare proposte progettuali per il futuro. In pratica, Civita di Bagnoregio diventa un “laboratorio vivo” dove gli studenti di architettura possono applicare la teoria alla pratica, studiando le dinamiche di un borgo antico e unico nel suo genere.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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