In 253 fanno sbocciare La Rosa, successo per la cena di beneficienza
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VITERBO - Sabato scorso, l’Associazione La Rosa  ha organizzato una cena speciale presso la Parrocchia di Santa Barbara, un evento che ha riunito membri, volontari e sostenitori per una serata all’insegna della convivialità e della solidarietà.

VITERBO – Sabato scorso, l’Associazione La Rosa  ha organizzato una cena speciale presso la Parrocchia di Santa Barbara, un evento che ha riunito membri, volontari e sostenitori per una serata all’insegna della convivialità e della solidarietà.

Diverse le associazione che ne hanno fatto parte: Ass. Sant’ Antonio di Vitorchiano, La vita, Casa famiglia Murialdo, Viterbo con Amore, Il Gonfalone, Aido di Montefiascone e di Viterbo, Perché io Segno, AISI, ABC…

Nel corso della serata sono stati donati due assegni: uno a Gabriele, un bambino con severi problemi fisici e psichici e l’altro a Viterbo con Amore. All’interno della serata inoltre è stata fatta una raccolta di generi alimentari che, in parte è andata alla Parrocchia di Santa Barbara e in parte all’Emporio Solidale e una pesca di beneficenza che ha permesso di donare dei regali messi in palio da aziende locali e dalla Fondazione Carivit.

Durante la serata, il presidente dell’associazione Roberto Capoccioni, ha preso la parola per ringraziare tutti i partecipanti e sottolineare l’importanza del volontariato nella comunità. Ha condiviso alcune storie toccanti di persone che hanno beneficiato dei servizi offerti dall’associazione, evidenziando come ogni piccolo gesto possa fare la differenza nella vita di qualcuno.

Al termine della cena, dopo aver reso pubbliche le varie voci di bilancio dell’Associazione La Rosa, è avvenuta la votazione per eleggere il consiglio che deciderà le future cariche. In conclusione, la cena è stata un grande successo con 253 partecipanti, cibo delizioso servito ai tavoli da 80 volontari.

Un ringraziamento speciale dall’associazione a tutti coloro che hanno partecipato e a chi ha lavorato dietro le quinte per rendere possibile questa serata indimenticabile.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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