“A casa ci annoiavamo”. Denunciati

TUSCANIA – I Carabinieri hanno fermato quattro ragazzi che hanno violato per futili motivi le prescrizioni di pubblica sicurezza del decreto per l'emergenza coronavirus. Denunciati.
TUSCANIA – Bighellonavano per il paese nonostante la stringente normativa anti-coronavirus.
Quando i Carabinieri li hanno fermati e interrogati non hanno avuto meglio da dire che: “A casa ci annoiavamo”.
Subito è scattata la denuncia per violazione delle prescrizioni di pubblica sicurezza che impongono ai cittadini di uscire di casa solo in presenza di un valido motivo: necessità urgenti, per recarsi al lavoro o per motivi di salute.
Ma per i quattro giovani ammazzare il tempo era più importante che assumere un comportamento responsabile dato lo stato di grave pericolo in cui tutta la nazione si trova.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















