A Capodimonte è nata la Casa di Riposo Bellorizzonte
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La struttura è una ristrutturazione del complesso Sacro Cuore reso possibile dall’iniziativa di un gruppo di giovani imprenditori.

È nata la Casa di Riposo Bellorizzonte: è stata inaugurata sabato scorso sul lungolago di Capodimonte alla presenza del Sindaco Fanelli e del Vescovo Mons. Lino Tagliaferri. La struttura è una ristrutturazione del complesso Sacro Cuore reso possibile dall’iniziativa di un gruppo di giovani imprenditori.

“Un posto in cui – scrivono – affacciandosi dalla finestra ci si illumina e che infonde  serenità e tranquillità grazie al panorama di uno dei posti più affascinanti che la provincia Viterbese offre: il paese di Capodimonte, il lago e la splendida isola Bisentina. La residenza, già operativa – proseguono – rappresenta una eccellenza rispetto alle analoghe strutture per anziani”.

La struttura è interamente climatizzata, attrezzata per la disabilità, ha 30 stanze dotate di TV per 60 posti distribuiti in 3 piani. Presenti 4 saloni per le attività occupazionali, un giardino e un parcheggio.

Installato anche un “innovativo ed unico” servizio di telecamere che consentirà ai parenti di visualizzare in tempo reale le attività dei loro cari.

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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