

BARBARANO ROMANO – Arrivare a Barbarano è sempre un piacere. Sia che ci arrivi a piedi, attraverso il mitico Cammino dei Tre Villaggi, o in automobile. Il paese “del cervo e del lupo”, simboli del colossale Parco Marturanum, ma anche di storie internazionali che qui hanno voluto prendere casa.
Non ha importanza che vai per vedere gli ultimi vasi etruschi riportati alla luce dagli americani (sì gli studenti americani scavano ogni estate a Barbarano) o per partecipare al banchetto della Sagra della Lumaca, ogni volta accade qualcosa. E’ così che mi ritrovo dentro la chiesa di Sant’Angelo. Davanti a me un mondo pittorico e un ciclo importante di Caravaggio. Sono copie, è vero. Ma qui c’è Costanzo Rossi, il pittore che ha saputo fare quelle riproduzioni. Ha gli occhi luminosi come due biglie di vetro quando ti parla. Ho la fortuna di entrare in questa mostra con un mio amico originario del posto, che conosce il pittore. Solo che conosceva il Costanzo che imbiancava le case, compresa la sua. Nel senso di quella del mio amico. Non sapeva infatti che quel compaesano mite e simpatico realizzasse anche copie d’autore.
Su un banchetto i tubetti dei suoi colori. “Ne utilizzo solo e sempre sei”, ci spiega. Vicino ci sono i pennelli. Costanzo racconta e ci incanta. L’hanno chiamata “Dall’Ombra” questa mostra. Effettivamente anche i quadri di Costanzo, come quelli del Merisi, escono dal nero e diventano luce. Ma ad uscire dall’Ombra è anche questo pittore di provincia capace di regalare l’emozione con le sue tele.
Esco dalla chiesa e dall’incontro con Costanzo con i pensieri che fanno mucchio nella testa. Uno va a Barbarano per mangiare un piatto di lumache e alla fine incontra il Merisi. Non l’originale certo ma quello che è riuscito a tirare fuori dall’ombra della provincia, attraversando i secoli, un pittore come Costanzo. Magie di un borgo che, ne sono sempre più convinto, è destinato a un buon futuro.























