A Bagnoregio una targa per ricordare la visita di Papa Benedetto XVI
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BAGNOREGIO - Profili: “La visita di un papa è un dono prezioso che riteniamo importante ricordare”. L'appuntamento è per le ore 12,30 in piazza Sant'Agostino. La targa commemorativa verrà benedetta dal vescovo Lino Fumagalli.

BAGNOREGIO Dieci anni dalla visita di Papa Benedetto XVI a Bagnoregio. Questa domenica, 22 settembre, il Comune e la Parrocchia di San Bonaventura presenteranno a tutti la targa voluta per ricordare l’importante avvenimento.

L’appuntamento è per le ore 12,30 in piazza Sant’Agostino. La targa commemorativa verrà benedetta dal vescovo Lino Fumagalli.

“Si tratta di un momento importante per tutta la nostra comunità. La visita di un papa non è cosa che accade tutti i giorni, è un dono prezioso, e per Bagnoregio avere ospitato Benedetto XVI è un grande onore e motivo di orgoglio – così il sindaco Luca Profili -. Non c’era niente nel nostro paese che portasse l’attenzione su quel giorno storico, abbiamo così voluto posare un segno a ricordo nel decimo anniversario. Tutti i concittadini sono invitati a prendere parte alla benedizione”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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