A Bagnoregio un Presepe Vivente per la vita
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Il Presepe Vivente a Civita di Bagnoregio è una tradizione che si rinnova ogni anno, e anche questa volta, per volontà dell’Amministrazione comunale, per il terzo anno consecutivo, sarà la Croce Rossa Italiana di Bagnoregio e Lubriano a organizzare l’evento.

Il Presepe Vivente a Civita di Bagnoregio è una tradizione che si rinnova ogni anno, e anche questa volta, per volontà dell’Amministrazione comunale, per il terzo anno consecutivo, sarà la Croce Rossa Italiana di Bagnoregio e Lubriano a organizzare l’evento.

Il luogo è ormai considerato da tutto il mondo straordinario e se a questo aggiungiamo il fascino del Natale e del Presepe, si può senz’altro affermare che la manifestazione ormai compete con i migliori Presepi d’Italia. Almeno dieci i quadri rievocativi che fanno da contorno alla grotta dove nasce Gesù, all’inizio un piccolo suq arabo proietta i visitatori nel mondo di oltre duemila anni fa, un castrum romano perfettamente riprodotto, un accampamento di pastori arabi, botteghe artigiane d’epoca e le residenze dei nobili dell’epoca accompagnano i visitatori fino alla natività sapientemente allestita e particolarmente suggestiva. Fuochi e fiaccole, quando cala la sera, riempiono gli occhi di luci e colori sorprendenti, dove ogni angolo dell’antico borgo sembra trasformarsi e prendere vita, gli odori delle spezie avvolgono i visitatori in una atmosfera unica e straordinaria, l’aria si contamina di suoni e rumori diversi a volte contrastanti quasi a voler ricordare che il più grande evento della storia cristiana si è compiuto in una terra aspra e lontana.

La Croce Rossa Italiana si è impegnata a organizzare il Presepe e anche quest’anno si è prefissa uno scopo sociale importante destinando gli eventuali guadagni all’acquisto di presidi e ausili sanitari da mettere a disposizione della popolazione. Il sindaco Francesco Bigiotti e la sua Amministrazione insieme alla Croce Rossa Italiana di Bagnoregio e Lubriano hanno voluto spingere l’asticella della sicurezza sanitaria urbana e della solidarietà ancora più in alto auspicando anche l’installazione di stazioni d’emergenza su tutto il territorio comunale, frazioni comprese, in grado di unire mezzi di comunicazione d’emergenza, sicurezza fisica, videocontrollo e salute.

Questi sistemi avanzati permettono la localizzazione immediata, una guida sicura e qualificata nelle prime situazioni emergenziali e la disponibilità di un defibrillatore semiautomatico (presidio DAE) per un paese cardioprotetto.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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