A Bagnoregio si cammina “sulle orme degli elefanti”. Profili: “Stiamo costruendo un policentrismo turistico intorno a Civita”
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BAGNOREGIO - Un'iniziativa che ha avuto il suo momento più suggestivo nella visita al sito archeologico dove è stato riportato alla luce un esemplare di elephans anticuus. Si tratta di un elefante di quasi un milione di anni fa.

BAGNOREGIO – A Bagnoregio si cammina “sulle orme degli elefanti”. Domenica 2 giugno in tantissimi hanno voluto partecipare alla passeggiata organizzata dall’Associazione Archeologica di Castel Cellesi, in collaborazione con il Comune di Bagnoregio e il Museo Geologico e delle Frane.

Un’iniziativa che ha avuto il suo momento più suggestivo nella visita al sito archeologico dove è stato riportato alla luce un esemplare di elephans anticuus. Si tratta di un elefante di quasi un milione di anni fa.

L’elefante, secondo la relazione stilata dal professor Paul Mazza del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze , poteva raggiungere fino a quattro metri di altezza al garrese, 10-12 tonnellate di peso, proviene dall’Africa ed è un esemplare della prima metà del pleistocene medio, di età avanzata.

Il ritrovamento è avvenuto per caso nella località Campo della spina, nella zona di Castel Cellesi, e in questi anni si è provveduto a sistemare il sito per rendere possibile l’esperienza di visita al pubblico. La passeggiata organizzata per il 2 giugno vuole essere la prima di una serie di iniziative volte alla promozione del territorio.

“Obiettivo dell’amministrazione – così il sindaco Luca Profili – è di valorizzare le nostre bellezze paesaggistiche, storiche e naturali per offrire ai turisti una serie di esperienze aggiuntive alla visita a Civita, che rimane il nostro attrattore internazionale da valorizzare e curare al massimo. Un ruolo strategico in questo percorso sarà giocato dalle nostre frazioni di Castel Cellesi e Vetriolo dove siamo al lavoro per costruire visite guidate e percorsi d’interesse. Il sito dell’elephans rappresenta un ulteriore punto di forza della nostra offerta turistica, un tassello strategico per vincere la sfida dell’aumento della permanenza turistica nel territorio. Riuscire ad attirare sempre più persone disposte a rimanere a dormire almeno una notte avrà un impatto fortissimo sull’economia e sull’occupazione”.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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