A Bagnoregio la presentazione di "Celeste come i cieli", la raccolta di poesie di Emanuele Carelli
Civita di Bagnoregio
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Sabato presso l'auditorium Taborra la conferenza sul volume dedicato a Maria di Nazareth

Dopo la tappa di Montefiascone, Emanuele Carelli arriva a Bagnoregio, per presentare nella sua cittadina di adozione il volume “Celeste come i Cieli” (ed. Accademia Barbanera), una raccolta di 22 poesie dedicate alla figura di Maria di Nazareth. L’evento è in programma sabato 27, alle 17, presso l’auditorium Taborra.

Oltre all’autore, saranno presenti Nevino Barbanera, presidente dell’omonima accademia, Giuseppe Rescifina, giornalista, don Roberto Fabiani, parroco di Marta, don Luca Fratini, parroco di Civitella D’Agliano. Nel corso della serata Roberto Cerboneschi leggerà brani tratti dal volume, mentre Serenella Fanelli proporrà intermezzi musicali al violino. L’appuntamento sarà introdotto dal sindaco, di Bagnoregio, Francesco Bigiotti.

Emanuele Carelli è un giovane uomo originario di Capodimonte, che da anni vive con la famiglia a Vetriolo, vivace frazione di Bagnoregio. Nella vita ha scelto di dedicarsi agli altri, come operatore socio-sanitario in una struttura riabilitativa che ospita in gran parte ragazzi con handicap. Tra le sue passioni c’è la musica e la poesia, ed è seguendo questa seconda vena che, dopo alcune esperienze collettive, ha dato alle stampe “Celeste come i Cieli” sua prima raccolta di poesie.

“Siamo felici che Emanuele abbia scelto anche Bagnoregio per presentare la sua opera – sottolinea il sindaco Bigiotti –  lo siamo perché la vocazione della nostra città nei confronti dei temi della spiritualità religiosa trova in queste occasioni la sua manifestazione più autentica; e lo siamo ancor più per la gioia che ci dà accompagnare verso la crescita il percorso letterario e culturale di un nostro concittadino impegnato da anni nel mostrare coi fatti cosa si intende quando si parla di solidarietà cristiana”.

“Forse la poesia è il rispondere un innamorato grazie alla vita – scrive Carelli in conclusione della prefazione del libro -. Allora non trovo varco migliore di questo per accompagnare le mie emozioni al cospetto di Maria, poiché sublimi sono le rappresentazioni, ma incomplete al mio tocco. Farò miei alcuni versi del Novalis ‘Ti vedo su mille immagini, Maria, raffigurata con tratti amabili; eppure nessun è riuscito a dipingerti come ti vede l’anima mia’.”

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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