

“Ville e Giardini storici della Tuscia” è l’ultima pubblicazione realizzata dal Comune di Viterbo, grazie a un contributo regionale nell’ambito dei progetti turistici legati a Expo 2015. E’ stato presentato con tutti gli onori del caso all’interno di Palazzo Gallo, a Bagnaia, alla presenza dello stesso sindaco Michelini.
Il volume è una guida dedicata alle principali ville storiche delle nostre zone e ai più famosi siti turistici della Tuscia. Scritto in doppia lingua (italiano e inglese), il volume vuole spingere l’acceleratore del turismo su alcuni gioielli della provincia, che riescono a fondere magistralmente architettura e natura. Insieme al sindaco Michelini, al tavolo dei relatori c’erano anche Giovanni Bastianelli, direttore dell’agenzia regionale del Turismo, Sofia Valori Piazza, docente universitaria ed esperta di giardini storici che ha curato anche parte della pubblicazione, Antonio Rocca, autore anch’esso di parte dei contenuti, Andrea Alessi, supervisore del progetto editoriale, e Carlo Mascioli, curatore delle schede botaniche.
“Bagnaia – ha detto il sindaco Michelini – non è stata scelta a caso come sede di questa presentazione. Essa contribuisce fortemente ad arricchire il patrimonio storico, culturale e turistico della nostra città. Per questo Bagnaia potrebbe essere la sede ideale per un laboratorio sui giardini storici o comunque di un progetto integrato che guarda alla valorizzazione, alla formazione e all’internazionalizzazione del nostro patrimonio”.
Presente anche l’assessore Barelli, che ha portato a testimonianza il successo avuto dalla stessa presentazione al pubblico di Expo. Discorso ripreso poco dopo anche dal direttore dell’agenzia regionale del turismo, che ha fatto notare come Viterbo sia stata grande protagonista della zona italiana dell’evento, vista la perenne presenza della Macchina di Santa Rosa tra i padiglioni milanesi. “Non parliamo di un simbolo qualunque – dice Bastianelli – ma di un patrimonio dell’Unesco. Viterbo ha recepito perfettamente la grande opportunità offerta da Expo. Anche questa pubblicazione è importante, perché va a colmare una mancanza. Il concetto di Tuscia va allargato”

















