Let's get the party started! Bagnaia è pronta ad accendere il Focarone
Sacro-fuoco
Stati Generali 02 800x120
Come dicono a Bagnaia “chi festeggia sant’Antonio, tutto ell'anno le passa bono. Evvia sant’Antonio”. Non mancheremo.

A Bagnaia è tutto pronto per il Focarone. La storica tradizione bagnorese entrerà nel vivo il prossimo fine settimana con l’accensione del grande fuoco dedicato a sant’Antonio Abate. Proprio ieri il Comitato festeggiamenti del Sacro Fuoco, costituito da una sessantina di giovani, hanno terminato la preparazione del Grande fuoco che sarà acceso il 16 gennaio sera alle 18.30. La festa inizierà alle ore 17 con il gruppo storico musicale Città di Viterbo, previsti anche interventi di giocoleria con fuoco e il concerto di Sbronzi di Riace, Rfc e Iron Mais. Si celebrerà domenica la messa con conseguente benedizione degli animali. Presente anche un mercatino di antiquariato.

“La festa, molto celebre tra le comunità contadine, celebra Antonio, eremita nato in Egitto intorno all’anno 250. I riti che si compiono ogni anno in occasione della festa di Sant’Antonio – scrivono sul sito i ragazzi del Comitato del Sacro Fuoco – sono antichissimi e legati strettamente alla vita contadina e fanno di Antonio Abate un vero e proprio “santo del popolo”. Egli è considerato il protettore per eccellenza contro le epidemie di certe malattie, sia dell’uomo, sia degli animali. È infatti invocato come protettore del bestiame (che durante la festa viene benedetto), dei macellai e dei salumieri e la sua effigie era in passato collocata sulla porta delle stalle. Il santo veniva invocato anche per scongiurare gli incendi”.

Come dicono a Bagnaia “chi festeggia sant’Antonio, tutto ell’anno le passa bono. Evvia sant’Antonio”. Non mancheremo, insieme alla solita Fauna che popolerà Bagnaia.

Stati Generali 02 800x120
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
aiac_banner_01
TdP_Inalazioni
lafune_300 x 600
asvis 2
Jeep_Compass_apex_300x300_200
POST FB 02
Onda
Fune 300x300
Foto Fisioterapy Center
Masicar300x300-optimize
monastero interno
domenicale post