Un pozzo per irrigare l'erba dello stadio Rocchi, così Palazzo dei Priori risparmia 60mila euro all'anno
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VITERBO - Nella giornata di ieri il sindaco Giovanni Arena si è recato sul posto per verificare il corretto funzionamento dell'impianto di irrigazione dopo il collegamento al pozzo.

VITERBO – Un pozzo per irrigare l’erba dello stadio Rocchi. Un’intervento importante, per la regia di Palazzo dei Priori, che permetterà al Comune un risparmio annuale di circa 60mila euro.

La vena d’acqua necessaria all’operazione è stata individuata al di sotto di Prato Giardino. In questa maniera non è più necessario ricorrere all’acqua della condotta. Nella giornata di ieri il sindaco Giovanni Arena si è recato sul posto per verificare il corretto funzionamento dell’impianto di irrigazione dopo il collegamento al pozzo.

Si tratta del secondo intervento importante, a inizio stagione, sullo stadio cittadino. Il primo ha riguardato la sostituzione di 1300 poltroncine. Quelle vecchie non più adeguate secondo le attuali disposizioni di legge sono state smontate e smaltite e al loro posto sono state collocate delle sedute nuove.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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