Da Tarquinia un no compatto all'inceneritore che vorrebbe bruciare fino a 500mila tonnellate di rifiuti all'anno
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TARQUINIA - Tutti a fare muro per difendere la vocazione reale del territorio: lo sviluppo turistico. Che poco si concilia con impianti che inevitabilmente impattano in maniera negativa.

TARQUINIA – Il litorale mette sul tavolo il proprio no compatto alla prospettiva di realizzazione termovalorizzatore nel territorio di Tarquinia.

L’intenzione della bresciana A2A troverà i comuni del Viterbese pronti a stroncarla. Il consiglio comunale straordinario sul tema, che ha unito il consiglio di Tarquinia e del Comune di Civitavecchia, ha visto la partecipazione di tantissimi cittadini.

Tutti a fare muro per difendere la vocazione reale del territorio: lo sviluppo turistico. Che poco si concilia con impianti che inevitabilmente impattano in maniera negativa. E per una provincia che va in questa direzione spaventa l’idea di un progetto che prevede lo smaltimento fino a 500mila tonnellate di rifiuti all’anno.

Sicuramente per la vocazione turistica ma anche per la dimensione agricola importante.

Presenti, con tanto di fascia, – oltre ai padroni di casa Alessandro Giulivi e Ernesto Tedesco – i primi cittadini di Monte Romano (Maurizio Testa), Montalto di Castro (Sergio Caci) e Allumiere (Augusto Battilocchio).

Il consiglio ha approvato una mozione dove si impegna il sindaco di Tarquinia a esprimere parere negativo all’Ufficio V.I.A. della Regione Lazio e non autorizzare alcun tipo di impianto.

“Il progetto, oltre ad essere obsoleto, è redatto in modo superficiale. Montalto sarà al fianco delle altre amministrazioni per ribadire la propria contrarietà”, il messaggio lanciato dal sindaco di Montalto Caci. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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