
VITERBO – Palazzo dei Priori punta a chiudere, nel più breve tempo possibile, la sorgente delle Zitelle. Ogni giorno infatti, ormai da decenni, 15 litri al secondo di preziosa acqua termale finiscono nei campi.
Ricchezza che con la collocazione di una saracinesca potrebbe essere mantenuta all’interno del bacino termale, che è comunicante, e quindi migliorare la situazione di altre sorgenti in situazioni di criticità.
Il piano della chiusura è nella mente del neo assessore al Termalismo Enrico Maria Contardo. Si è attivato per fare ottenere al Comune di Viterbo la concessione mineraria relativa dalla Regione Lazio. A oggi non c’è ancora una risposta ma “se non si fanno vivi entro agosto a settembre andiamo noi in Regione”, precisa l’assessore.
Anche perché ben 135mila euro del bilancio sono stati stanziati proprio per l’intervento sulle Zitelle. Risorse preziose al momento tenute congelate.
L’acqua in questione fuoriesce da un pozzo scavato nel 1952 dalla società Terni e finisce nei campi sulla Tuscanese. Nella zona doveva nascere, il progetto risale agli anni Settanta, una struttura importante. Nota a tutti come Itet, dal nome della società proponente. Niente è mai stato fatto, fino a quando la concessione mineraria della società è scaduta.


















