9 luglio 2006 – 9 luglio 2020. Quattordici anni fa l'Italia saliva sul tetto del mondo

BERLINO - La sera del 9 luglio del 2006 la nostra Nazionale trionfava superando la Francia ai calci di rigore e conquistando il quarto mondiale della sua storia.
BERLINO – Il 9 luglio del 2006 la Nazionale italiana di calcio sollevava la sua quarta Coppa del mondo dopo aver superato la Francia per 6-4 dopo i calci di rigore nella finale dei Mondiali di calcio di Germania 2006 (1-1 dopo i tempi supplementari) nella finale di Berlino.
Terminava così un torneo praticamente perfetto, in cui gli azzurri si erano sbarazzati anche della Germania padrona di casa. Quarto titolo mondiale conquistato dagli azzurri, ventiquattro anni dopo il precedente trionfo a Spagna ’82.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















