8821 ingressi paganti a "Civita che muore". Nasce il "modello turistico Bagnoregio"
Civita
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E' ufficiale, nella Tuscia c'è un nuovo modo di fare economia e creare posti di lavoro grazie al turismo. E' il "modello Bagnoregio". Nelle festività di Pasqua quasi 9mila visitatori si sono spinti nel borgo di "Civita che muore", quasi gli stessi turisti raggiunti da un gioiello come Venaria Reale di Torino.

Fine settimana di Pasqua da urlo a Civita di Bagnoregio. 8821 ingressi paganti. Lo spettacolare borgo della Tuscia, noto anche come ‘Civita che muore’ si conferma una delle principali attrazioni turistiche della Tuscia.

Il numero impressionante, tre volte la popolazione del piccolo comune, è stato raggiunto senza contare i i bambini che non pagano. E’ giusto parlare di un vero e proprio “modello Bagnoregio”. Un esempio per tanti altri borghi e posti della Tuscia che veramente, alla luce di questi numeri esorbitanti, farebbero bene a ripensare una propria economia ravvivata dal turismo.

Per capire la grandezza del risultato potremmo mettere in evidenza che alla regia di Venarla Reale (Torino) sono state contate 10mila visite. Quindi Civita è stato sicuramente tra i posti più visitati d’Italia per le feste di Pasqua. All’amministrazione Bigiotti il merito di aver intuito l’enorme potenzialità e aver lavorato per la messa a sistema di questo patrimonio, che attira turisti veramente da ogni parte del mondo. Il tutto con benefici enormi per l’economia locale e per l’occupazione.

Posti di lavoro per la custodia e l’accoglienza, ma anche generati da un florido indotto che si sta attrezzando per offrire ai visitatori esperienze uniche. Quali le escursioni negli splendidi calanchi.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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