800 ragazzi dai 12 comuni lacustri impareranno a conoscere il lago di Bolsena come opportunità d'impresa sostenibile
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BOLSENA - L’Associazione Lago di Bolsena, con la collaborazione delle Associazioni “La Porticella” e “Bolsena Lago d’Europa”, si è attivata per realizzare anche nell’anno scolastico 2018/19 un programma di educazione didattica ambientale esteso a tutto il comprensorio lacustre.

BOLSENA – L’Associazione Lago di Bolsena, con la collaborazione delle Associazioni “La Porticella” e “Bolsena Lago d’Europa”, si è attivata per realizzare anche nell’anno scolastico 2018/19 un programma di educazione didattica ambientale esteso a tutto il comprensorio lacustre.

Il programma dell’anno scolastico 2017/18 si è concluso con una grande manifestazione pubblica riportata dai media. Come evidenziato da titolo “Conoscere il lago di Bolsena, opportunità di impresa sostenibile”, la novità di quest’anno è l’affiancamento di tematiche socio-economiche alle tematiche ambientali. Il progetto, infatti, oltre a fornire agli allievi gli strumenti per una
valutazione critica dei comportamenti e delle attività umane che hanno una ricaduta sulla salute del Lago di Bolsena, intende stimolare una riflessione sulle opportunità lavorative offerte dal contesto territoriale.

Il programma è articolato su due livelli: uno è rivolto agli alunni delle Scuole Secondarie di I° grado di 4 Istituti Comprensivi (Valentano, Grotte di Castro, Montefiascone e Canino) che accolgono quasi 800 ragazzi provenienti da 12 Comuni del bacino lacustre; l’altro livello è dedicato alla formazione degli insegnanti, con la collaborazione dell’Università della Tuscia, tramite il settore LABFORM, e il Piano Lauree Scientifiche (il corso di formazione per gli insegnanti è accreditato dal Ministero dell’Istruzione ed è rivolto a tutti gli insegnanti del bacino lacustre).

Per le prime classi il programma prevede nozioni geologiche relative alla genesi del lago di Bolsena e del suo emissario, i vari parametri idrogeologici quali: il tempo di ricambio, il livello del lago, le piogge, i prelievi idrici e l’evaporazione. È prevista un’attività di gioco a squadre, “Il Rischialago”, per verificare in modo divertente i contenuti appresi. Due esperti esterni intervengono, poi, nelle classi prime per approfondire 1) la formazione geologica del lago di Bolsena (Giuseppe Pagano, geologo) e 2) la storia e le tradizioni culturali dei paesi attorno al lago (Giancarlo Breccola, storico).

Per le seconde classi è previsto lo studio dell’ecosistema lago, con una uscita sul battello pubblico per pescare il fitoplancton e lo zooplancton con un apposito retino. Il materiale raccolto viene subito dopo portato a terra e osservato dai ragazzi al microscopio con
l’assistenza della biologa Imola Bellavita (responsabile dell’Acquario di Bolsena). In caso di condizioni meteo avverse, in alternativa all’uscita con il battello pubblico, il prelievo del plancton è effettuato nel porto e completato con una visita all’Acquario di Bolsena o al Museo della Navigazione di Capodimonte. Anche nelle classi seconde entrano due esperti esterni: 1) Georg Wallner (fisico) che spiega l’impatto delle attività umane sull’ambiente del lago e 2) Franco Strada (ex docente di storia) che narra gli eventi storici più importanti del territorio lacustre.

Per le terze classi, finché non sarà possibile accedere al depuratore sul Marta, ora in dissesto, i ragazzi sono condotti a visitare l’azienda agricola biologica “Il Pulicaro” di Torre Alfina, dove hanno importanti informazioni sull’agricoltura e l’allevamento biologici; ciò per comprendere anche quanto sia importante per la tutela del lago un’attività agricola ecocompatibile. I due esperti che intervengono nelle classi terze sono 1) Carla Carsetti (ex docente di scienze) che spiega quali sono gli interventi di tutela attuati finora e le misure di ripristino necessarie per la salvaguardia del lago e 2) Rina Onorati (ex docente di geografia) che relaziona sulle potenzialità economiche del nostro territorio.

L’Associazione Lago di Bolsena, malgrado l’esiguità di risorse, ha garantito ai quattro Istituti la copertura delle spese relative al progetto per quanto riguarda: la pubblicazione della documentazione didattica; l’intervento di esperti esterni; i retini per la pesca del plancton; la disponibilità di microscopi; il materiale per la preparazione dei vetrini; l’organizzazione di una grande mostra alla fine dell’anno scolastico nella quale verranno esposti i lavori dei ragazzi, fra cui il logo per un futuro Bio-distretto del lago di Bolsena.

L’anno scorso è stato chiesto e ottenuto dai 12 Comuni interessati un gesto di solidarietà verso le scuole, sponsorizzando il progetto con un piccolo contributo simbolico di 100 euro ciascuno.

“Si ringraziano i Comuni di Montefiascone, Marta, Capodimonte, Piansano, Valentano, Ischia di Castro, Farnese, Gradoli, Grotte di Castro, Latera, San Lorenzo Nuovo, Bolsena, le Dirigenti dei quattro Istituti Comprensivi coinvolti, tutti gli insegnanti delle Scuole Secondarie di I° grado, l’Università della Tuscia (in particolare il settore Labform coordinato da Patrizia Sibi e il Piano Lauree Scientifiche coordinato da Felice Grandinetti), gli esperti esterni volontari, l’azienda agricola “Il Pulicaro” di Torre Alfina, il servizio “Navigabolsena” di Capodimonte, il servizio “Navigazione Altolazio” di Bolsena, l’Acquario di Bolsena, il Museo della Navigazione di Capodimonte, la Fondazione Carivit, l’Istituto per lo Studio degli Ecosistemi di Pallanza, la Provincia di Viterbo, il SIMULABO e tutti i volontari delle Associazioni che hanno preso parte alle attività didattiche”. Così le associazioni Lago di Bolsena, Bolsena Lago d’Europa e la Porticella.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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